• Dic
    19
    2014

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Final Muzik

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Fulvio Guidarelli, in arte Lisfrank, è un nome storico, un pioniere della synth wave italiana, fin dal 1980 attivo nel nascente fermento undergrond electro-dark italiano che ha prodotto nomi d’importanza internazionale come Neon e Pankow. La discografia di Lisfrank comprende il 12″ Man Mask del 1982, in cui il Nostro contribuisce a creare quel suono elctrowave di matrice europea che sarà d’ispirazione per molti gruppi a venire. Un suo brano, Man Without Limits, viene inserito nella (oramai storica) compilation omonima della Mask ProductionsDopo un consistente periodo di silenzio discografico, Guidarelli pubblica nel 2009 l’LP Mask Rewind per l’etichetta tedesca Anna Logue Records. Si tratta di una sorta di raccolta retrospettiva con diverso materiale inedito. Il disco attira l’attenzione degli appassionati del genere e l’interesse delle nuove generazioni e viene ristampato nel 2012. Nel dicembre 2014 Lisfrank torna con un nuovo album Elevator per la label italiana Final Muzik, a riprova della vitalità internazionale di un certo suono che oggi appare più attuale che mai.

Sì, perché nel frattempo gli appassionati di questo tipo di musica sono cresciuti e ormai anche le nuove generazioni, quelle che negli anni Ottanta avevano pochi anni o addirittura non erano nemmeno nate, oggi riscoprono il fascino di un certo tipo di musica, ma soprattutto lo spirito che animava i pionieri di un suono elettronico tipicamente europeo. Tant’è che fioccano le ristampe in vinile di artisti come Oppenheimer Analysis, Grauzone, Kas Product, i newyorkesi Dark Day, etc. Se non sapete chi sono questi artisti, fareste meglio a rimediare, perché ormai sono sempre di più i gruppi emergenti che dichiarano di essersi ispirati ad un certo tipo di elettronica dark che visionari come Guidarelli hanno contribuito a creare (con evidente anticipo sui tempi), anche assimilando le lezioni di gruppi seminali come i primi Ultravox e Human League.

Forti di un sentire che non si è mai piegato alle logiche commerciali privilegiando invece la qualità, label come Final Muzik hanno sempre avuto un occhio di riguardo verso un certo underground nazionale apprezzato anche all’estero (il qui presente disco verrà distribuito anche dall’etichetta berlinese aufnahme + wiedergabe). Il nuovo album di Lisfrank, stampato in elegante vinile rosso da Final Muzik, si presenta molto curato anche nell’aspetto grafico, come tradizione vuole per un certo genere.

Se l’elettronica di War spinge con un pulsante synth wave al pari di un Anna O che richiama anche quanto fatto in passato da Guidarelli, con Those Nights si fa spazio un’elegante e romantica ballata dark synth pop alla John Foxx di MetamaticIl brano strumentale che dà il titolo all’album, Elevator, è invece una traccia post-Kraftwerk non scevra di vertigini dark, da cui poi “elevarsi” con la successiva Resurrection, brano autobiografico dell’artista che ci parla della sua resurrezione artistica, ma anche della sua lotta contro una lunga malattia. Non mancano nel disco divagazioni elegantemente retro-futuriste come Alternative WayMinimal People, con il suo ritornello accattivante, è uno dei pezzi forti dell’album: pura electro-wave d’ispirazione post punk che si muove nel segno della tradizione, strizzando l’occhio anche ad una certa cold wave francese.

Bentornato Lisfrank. Una “resurrezione” che rielabora una certa tradizione anni Ottanta e che riesce a mantenere un alto livello qualitativo per tutto l’album. Che un certo tipo di sound venga apprezzato e riconosciuto oggi in tutta la sua irrompente vitalità, ci può far solo ben sperare per il futuro. Bisogna ripartire anche da qui.

30 Gennaio 2015
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