• set
    01
    2007

Album

Peacefrog

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Si erano già sentite le coordinate soniche del Piccolo Drago sul doppio singolo Test/Twice (riproposto in toto su questo album di debutto, sempre su Peacefrog): la voce dry soul di Yukimi Nagano, accompagnata da atmosfere sognanti che rimandano all’estetica più soft di Björk con qualche puntina anni ‘80 (Siouxsie e Kate Bush tanto per fare due nomi celebri) e un’electroblues di impianto supertechnopop à la Gus Gus.

La proposta sulla lunga distanza conferma le intuizioni di qualche tempo fa e le rimpolpa con un ventaglio di suoni electrobased, che trovano spunti nell’estetica vintage degli Stereolab (Turn Left), nell’easy pop di classe (No Love, Constant Surprises, Stormy Weather), nell’e-pop da classifica ottantiano (Recommendation e lo stupendo riff di Wink), nel post-jazz a un passo dalle deviazioni proposte ultimamente da Herbert (After The Rain).

Una voce nuova nel panorama electro, che mixa le atmosfere più glitchy dei primi Lamb con una sensibilità delicatamente nordica, scomodando nel contempo la wave degli Ottanta e l’erre’n’bi uberpop. Un connubio che mancava nella palette sonora contemporanea. Per avvicinare la black americana all’electro siamo finiti in Svezia passando attraverso la voce di una cantante giapponese. Se già con i Kings Of Convenience avevamo assistito a un ritorno del folk rimasticato attraverso i filtri dell’electro, qui si inizia un nuovo tipo di soultronica, non troppo distante dalla proposta dei Koop (con cui Yukimi ha già collaborato) e di Jazzanova.

Si corre un rischio molto grosso nel riproporre il breakbeat-post-soul dell’inizio dei ‘00, ma lo si fa con una sensibilità che sfrutta al meglio le qualità del combo, senza strafare: minimal nu-jazz di classe. Da tener d’occhio.

10 Settembre 2007
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