• Feb
    19
    2016

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4AD

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Il nome impronunciabile non è l’unica cosa inusuale del progetto LNZNDRF. Basti pensare alla formazione e fare due calcoli: da una band composta da due membri dei National (il bassista Scott Devendorf e il fratello batterista, Bryan) e un polistrumentista dei Beirut (Ben Lanz) uno si aspetterebbe fondamentalmente un disco melodico, magari agrodolce e dimesso. Invece, l’esordio del trio, della componente pop dei gruppi di partenza mantiene solo una certa atmosfera suadente, eterea. Certo, ci sono brani come Mt Storm che la melodia la sfruttano, ma senza mai metterla in primo piano; qui la componente fondamentale è l’unione di atmosfera e ritmo. Obiettivo: creare profondità. D’altronde, che si tratti di un disco diverso lo si capisce dall’apertura di Future You: corsa strumentale a metà tra kraut e psichedelia, annegata nelle chitarre effettate, nei synth massicci, nei pattern di batteria (il vero strumento che la fa da padrone, in questo disco). Paiono gli Stone Roses ma ancora più scoppiati e con le chitarre dei Cure, altezza Disintegration

Praticamente nulla la componente Beirut, fondamentalmente allungata, spiegazzata, deformata quella National: c’è qualche accenno in Kind Things, ma è sempre un pop più sbilenco e meno austero (qui poi pare di ascoltare una versione meno giocosa e più austera dei Django Django). Ed è strano constatare che è proprio quando il trio si lascia andare al caos psicotropo di una Hypno-Skate che vengono fuori i risultati migliori: la new wave panzer della sezione ritmica si rinfrange nell’effettistica dei synth, creando grumi di echi che non perdono mai – proprio per la centralità della batteria di cui si diceva prima – la via di casa.

Un esperimento/esperienza riuscita, sensazione confermata dalla chiusa di Samarra, in cui la reiterazione del ritmo viene resa sbilenca dalle corde e dalle tastiere, in un pezzo che è l’incontro perfetto tra Sex Witch, la new e la no wave, fino alla deflagrazione sommessa del finale. Bene così, anche senza la melodia: per quella ci sono già le band di provenienza.

19 Marzo 2016
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