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I Lourdes Rebels sono Rodolfo Villani e Luigi Bonora; la loro base è Parma, ma il loro nuovo disco, il primo, rimanda da tutt’altra parte. Uscito per i tizi statunitensi di Aagoo Records, Snuff Safari s’avvale pure dell’artwork dello stesso Bonora, allo stesso modo esotico e disturbante. E non è da meno la scelta del nome del gruppo, Lourdes Rebels, riferito com’è “alla comune passione per gli scrittori francesi Huysmans e Zola che analizzarono la condizione unica di quel luogo”. La visione del film Lourdes di Jessica Hausner ha infine aiutato la band a focalizzare il tutto in una visione, un suono – definitivo, smembrato, ripetuto, qualsiasi cosa esso sia.

Se chiudessimo gli occhi, Snuff Safari ci riporterebbe inconsciamente alle immagini fieramente disturbate di Mondo Cane, il film considerato capostipite di un tipo di documentario prettamente sensazionalistico. Suoni di animali, dunque, suoni ritrovati. Voci quasi inesistenti, inizi e ritorni, pellegrinaggi, ripartenze – altri mondi sezionati. E se l’attacco di Pharaoh Excuses (gli Young Marble Giants sotto ansiolitici), dall’incedere indeciso, ostinato, è già l’ennesima ripartenza, a seguire Skate Mecca fa di Snuff Safari fluido rivoltante, marcia dall’incedere (psycho)labile.

Arriva poi il violino ammaliatore di Apuro Liquido, e via verso l’oriente, e Jungle Ghost (ricorda molto da vicino i primi Seefeel, se fossero nati a Valencia), infinita scala esotica, è il vertice assoluto di tutto Snuff Safari, già manifesto d’intenti. In Bovary è l’assalto noise a prendere il sopravvento – loop, vertigini, pulsioni acerbe, dritte al cervello, cervello torturato, sezionato, tramortito nel collage post-industriale, post-tribale della finale Nestke (i Port-Royal più cosmopoliti).

Un lavoro che prende le gambe, ispirato e deviato. Musica per tutti i sensi. Tante sensazioni, più di una promessa.

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