• ott
    13
    2014

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No Format!

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Riversamenti semplici, come girare acid e posterità raw funk e cavarci fuori un trip hop jazzato à la Flying Lotus (Let the Night Get High), reggae internazionalista fatto di echi, samples, basso, voce trasognante che ama il perduto amor dubby (Montanha Russa Sentimental), fedelissimo tropicalia, gentile e spensierato, che dice, prima di volare via fra missili filoguidati, disegnati di straforo, e un sole tondo come un’arancia, “Ora sono particelle d’amore/vento che soffia sulla cresta” (Partìculas del amor). E ancora, folktronica rovente che viene da un tempo remoto passato ad ascoltare Tom Zè e Flying Lizards, qui in maniera meno hauntologica di quanto uno si aspetterebbe, perchè trattasi di popular new wave organica, poco filtrata, anche se a ben vedere non poi così idiopatica.

E poi più che al tappeto, tende al wall of sound senza romperlo (Human Time feat. Fanny Ardant). Hip hop che telefona Criolo, fiati in perfetto protocollo Motown, eurodance (Diary of a Bike Feat Féfé, Mariazinha Morena Clara, Funk Dos Bromanticos) e adamantino pop con arrangiamenti in smoking (Alguem Assopra Ela, Velhinho) tratteggiano un autore ancora pensoso e furente sul da farsi, ma veramente stracarico di idee per il futuro. Non c’è che da scegliere la strada più difficile e meno micragnosa. Il tempo darà ragione.

4 Dicembre 2014
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