Recensioni

7.1

Tornano i parmigiani Luciferi (Carlo Guareschi alla batteria, Davide Mora al basso, la new entry Gabriele Ferrari alle chitarre) dopo il piacevole EP d’esordio (V) di un paio di anni fa, e non le mandano a dire. Fiat Lux, dunque, e sei titoli da schiaffi. I ragazzi hanno studiato quel che c’era da studiare, certo (SST, soprattutto molta Touch&Go dei tempi d’oro, quella certa cupezza 4AD), aggiungendo un velo “kraut-dronizzato” e della sana supponenza. Insomma, cambi improvvisi, schitarrate ovattate, digressioni, senza ripensamenti.

Uscito per i tipi di BleuAudioRecords e L’Odio Dischi esclusivamente in vinile (altra scelta fieramente anacronistica), Fiat Lux è completamente strumentale (escludendo le campionature da Radio Maria e da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, queste ultime un po’ telefonate), eppure vivo, respira, ha una sua dimensione tutta umana. La Caduta innanzitutto, assalto noise in principio e punture alla The Jesus Lizard; poi, tutto il contrario di tutto. Tralasciando la sottotono Sulfurea – senza alcun dubbio il pezzo più debole del lotto, o meglio, la più scontata – si arriva a una Santa Maria che si contorce sul finale, trascinandosi, rallentando – tutti i Luciferi in un pezzo solo, dichiarazione d’intenti.

The Airbone Toxic Event è la veglia funebre che non t’aspetti, aggressiva quando credi che si stia nascondendo, come se Steve Albini producesse i Godspeed You! Black Emperor (il tutto, per carità, con le dovute proporzioni). Democracy non concede respiro e, a concludere, una Drowning in the middle of the sea che deve molto ai Motorpsycho, rinnegandoli, rallentando sul finale: spiragli di quel che saranno i Luciferi. Un disco compatto, per nulla ammiccante nonostante le premesse, non ancora decisivo per la storia dei Luciferi, ma decisamente promettente, questo sì. Devozioni, punture, foga. Ad avercene.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette