• set
    01
    2007

Album

Lost and Lonesome

Add to Flipboard Magazine.

Quel miscuglio di melodie intime, chitarre acustiche, liriche intelligenti e acute, battimani, coretti e fiati che viene comunemente chiamato indie pop trova storicamente nei Lucksmiths dei protagonisti fra i più amati e rispettati dai cultori: questi eterni adolescenti australiani sono infatti da ormai 15 anni fieri portabandiera di quello che, più che un genere, è una vera e propria weltanschauung musicale. Lunga esperienza e immarcescibile fedeltà alla causa: non è dunque un caso se la loro musica sia un amalgama in cui sono ben distinguibili al palato tutti gli ingredienti essenziali e necessari, ovvero Smiths, Belle And Sebastian, MagneticFields, GoBetweens, a dosi variabili e in formati che vanno dalla ballata soft per voce, chitarra e violoncello (From Macaulay Station) ad uptempo sbarazzini che lambiscono il rock (Off With His Cardigans, tipicamente Jam), più ogni altra cosa che può stare in mezzo a questi due estremi.

Trovate tutto dentro questa doppia raccolta, che in quarantacinque canzoncine raccoglie rarità ed oddities di ogni tipo, disseminate nel corso degli anni fra 7”, compilation, radio e tv session, più vari inediti. Ed ecco allora che si verifica, inspiegabile, la magia: è in questi episodi cosiddetti “minori” che si sublima tutta l’essenza – e l’estetica – di un genere che, per antonomasia, è “minore”, sottotono, sottovoce. Per questo, Spring A Leak per i Lucksmiths vale più di un ipotetico best of, e ha dignità uguale – se non maggiore – delle pur rade uscite sulla lunga distanza (l’ultima è Warmer Corners del 2005).

Cosa meglio di un oscura versione a 45 giri della traccia-manifesto Macyntire, o perle pop soul come Anyone’s Guess, o brevissimi schizzi memori dei primi James ($30), o il country ironicissimo di Are You Having A Good Time, o il remix per certi versi sorprendente di I Prefer The Twentieth Century? Il tutto, poi, appropriatamente e generosamente unito a cover di Modern Lovers, Bee Gees (quelli pop, mica quelli disco!), Ladybug Transistor (una Rushes Of Pure Spring che pare resa dall’Alex Chilton più fragile), Boyracer, Siddeleys; curioso proprio come il brano più sacro, quella There Is A Light That Never Goes Out a firma Morrissey/Marr, sia la peggio riuscita, stucchevole ad essere generosi. Significherà qualcosa?

1 settembre 2007
Leggi tutto
Precedente
Nonloc – Between Hemispheres Nonloc – Between Hemispheres
Successivo
Part Timer – Blue Part Timer – Blue

album

artista

Altre notizie suggerite