Recensioni

7.2

Si è appena chiuso il suo anno più importante, che lo ha visto tra i principali protagonisti dell'innovazione elettronica con i due acclamati Room(s) e Sepalcure, e parte già alla grande il 2012 per Machinedrum: SXLND EP, licenziato a gennaio su LuckyMe, raccoglie una manciata di produzioni di ambito house realizzate in estate 2010, quindi parallelamente all'ascesa post-dubstep su Hotflush, ed aggiunge un ulteriore tassello di pregio ad un mosaico stilistico notevolissimo, che in dieci anni di discografia ha saputo toccare idm, abstract hip-hop, glitch, step, bass, breakbeat e persino footwork sempre con ottimi risultati.

È ancora l'artista con la marcia in più che conosciamo bene, coi mille stimoli del suo background eppure sempre con quell'efficacia di ascolto immediata: basi step ariose, reminescenze UK garage e spinte urbane funky si mischiano su una SXLND dai contorni limpidi e cristallini, armonizzati da quei giochi di campioni vocali che rappresentano oggi l'ultimo fronte di battaglia per il dj. La quintessenza della future garage che ti fa muovere al primo ascolto, sostenuta dalla solidità UK house di No Respect, col suo ritmo deciso e le cornici synth nemmeno tanto lontane dai suoi Sepalcure, e DDD, old skool senza ansia da prestazione rinforzata di groove sintetici tagliati al millimetro.

Travis Stewart ha quell'invidiabile capacità di rendere ogni cosa che tocca irresistibile, fosse anche solo un 4/4, trovando sempre la quadra ideale tra presenze bass e inserti campionati (ne bastano giusto un paio incastrati ad arte e siam già su un altro livello, vedi Van Vogue e i suoi tempi impertinenti). Qui ne ottiene una house moderna dai tratti fortemente femminili, che seduce con spontaneità senza complicare inutilmente la stratificazione del brano. Da come le diverse componenti si armonizzano sembra roba da ricerca farmaceutica, poi però chiudi gli occhi e diventa lampante l'essenzialità del suono, avvolgente ma mosso da un'istintiva naturalezza, capace di quel feeling a pelle che è il santo Graal di ogni artista house. Facile a dirsi, quasi impossibile da mettere in pratica. E ripensando a quanti stili sa maneggiare, chissà cos'altro ci aspetta…

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