• ago
    01
    1971

Giant Steps

Columbia Records

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“La fiamma che monta dentro” è quella del Mahavishnu (“magnanimità divina”) John McLaughlin, il predestinato. Basta dire che è lui a suonare la chitarra in In A Silent Way, Bitches Brew, On the Corner e che fu lo stesso Miles Davis a consigliargli di intraprendere la strada da solista. Inner Mounting Flame è un must delle musica contaminata, teoria e pratica della quale saranno sempre ossessione di McLaughlin, nelle varie travagliate incarnazioni dell’Orchestra, e poi con Shakti, Santana, Di Meola-de Lucia. Questo disco ha però la freschezza dell’opera prima e, nonostante gli intrichi della musica, una leggerezza irripetibile.

La chitarra di McLaughlin, autore di tutti i pezzi, è in primo piano, il violino di Jerry Goodman, poi sostituito da Jean-Luc Ponty, la doppia nell’esposizione dei temi e contrappunta negli slanci solistici; l’ambidestro Billy Cobham, anche lui in session per il Davis elettrico, espone un batterismo spumeggiante e che farà scuola. E’ la prima compiuta stesura della grammatica jazz-rock-fusion, una progressività che contamina modi e suoni rock con tocco e divagazioni jazzistiche, grande attenzione per giochi di accenti e controtempi, un occhio puntato anche su certe forme della musica colta.

Meeting of The Spirits si basa su un arpeggio ostinato che anticipa i King Crimson più scuri e cerebrali, e così pure il suo solismo chitarristico lo Zappa anni Settanta. Dawn è un’alba che profuma di tramonto, inizia in punta di piedi per esplodere poi solare. The Noonward Race è un prog-funk hendrixiano col cuore in gola, con stop&go tagliati col bisturi. A Lotus On Irish Streams è un gioiellino di composizione, un pezzo quasi cameristico, un idillio bucolico-fluviale dove emerge prepotentemente la filosofia mistico-panteistica di McLaughlin. Vital Transformation è un ultra-funk grassissimo con chitarra e violino a sostituire i fiati. The Dance of Maya comincia anche qui con memorie future dei King Crimson più inquietati, con un incedere sinistro e sottilmente tribale, per diventare poi un atipico rock-blues. You Know , You Know espone un tema che è un capolavoro di intensità melancolica, campionato non a caso da Mos Def per quel suo capolavoro urban-soul che è Kalifornia (i Massive Attack ne useranno invece i ricami di tastiera e violino per la loro One Love). Awakening è un frenetico prog-jazz-funk, praticamente Hiromi Uehara trent’anni prima.

21 giugno 2009
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