Live Report

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Serata di gran gala all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino per l’antipasto a Club to Club 2012 (8-11 novembre) con Mala e il suo progetto cubano patrocinato da Gilles Peterson e Havana Cultura/Havana Club, con tanto di Cuba Libre offerto al piccolo ma folto parterre di addetti ai lavori.

Alle nove e mezza attacca il friulano di stanza a Torino Andrea Buzzi aka Sonambient, dalla fucina Piemontegroove, con le sue atmosfere dubstep spacey sognanti (Hotflush e dintorni), anche quando più pestate, cariche di (voci) soul (un occhio ovviamente a Burial); cinque lunghe tracce in continuità, tra loop di electro minimale, radici techno (anzi: il tutto è proprio ambient-techno al tempo del dubstep) e tentazioni house (nelle voci soul di cui sopra) in controluce; massima attenzione alla costruzione dell’atmosfera, diremmo quasi romantica.

Breve pausa, dieci e mezza passate, e sale sul palco Mala: no laptop, solo consolle, una tastiera (a occhio sembrerebbe una Nord Electro), due percussionisti (uno impegnato alle congas, l’altro con un set essenziale di tamburi, piatti e woodblock & cowbell). Ed è subito poliritmo cubano immerso nell’asciutta ambience dubstep di marca Digital Mysticz.

Il palco è illuminato manco fossero delle prove (impossibile fare una foto decente), e al secondo pezzo c’è qualche problema tecnico, Mala si toglie la cuffia, alla fine il pezzo parte ma a un volume infinitesimo. Risolto subito e vai che si ingrana. C’è ancora qualche impaccio nella gestione della struttura e – soprattutto – delle chiuse dei brani, ma l’impasto produzioni + strumenti suonati funziona, il bilanciamento è ottimo, il feel naturale, meno sfumato ovviamente e più secco che su disco, letteralmente trascinato dalle percussioni e in particolare da woodblock e campanacci scatenati a suonare “contro”. Hilites: The Tunnel, Cuba Electronic, Noches Suenos, e la chiusura con il “singolo” Calle F, con coda di vuoti dub e stacchi con soli di percussione.

Sintesi: progetto di base affascinante che è riuscito a bypassare con classe ogni facile oleografismo; rendition dal vivo fedele al disco ma non didascalica per la carica live dei due percussionisti; affiatamento on stage dell’ensemble ancora tutto da chiudere però. Non stellare, sicuramente gustoso, con momenti di tensione groove trascinante.

29 Ottobre 2012
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