• Lug
    14
    2017

Album

Bella Union

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Forti del successo del 2014 agli Icelandic Music Awards (miglior album, miglior canzone e migliore copertina) conquistato con Komdu til mín svarta systir, tornano i Mammút con Kinder Versions, loro quarto album in studio. Arrivato grazie ad una campagna di crowdfunding dopo un periodo di silenzio piuttosto lungo, è il primo lavoro cantato interamente in inglese (se si esclude l’EP River’s End del 2016). La scelta di abbandonare la madrelingua islandese contribuisce senza dubbio ad ammorbidire alcune spigolature presenti nei precedenti lavori ma è anche un rischio: potrebbe far sfumare il principale tratto distintivo della band.

Vicinissimi a Warpaint, Vök, Goldfrapp ma soprattutto a Björk, grazie alla vocalità marziale di Katrína Kata Mogensen, i Mammút continuano a seguire più o meno le stesse coordinate di sempre ma operando un processo di sottrazione progressivo. Sotto una cortina spooky fiorisce, traccia dopo traccia, un art-rock dall’aspetto vagamente shoegaze, sghembo, languido e a tratti violento. Se We tried love è un’opener vagamente prolissa, l’importanza che riveste nell’economia dell’album è fondamentale. In sette minuti ci parla dell’avvicinamento a dinamiche più strettamente pop, dell’addio forse definitivo al precedentemente vagheggiato post-punk e di un nuovo sound più libero a livello etnologico. Oltre alla maggiore centralità data alla voce (What’s your secret è erotismo allo stato puro), che spesso ricorda la profondità di Gemma Ray, anche le linee di basso acquistano in quest’album un’importanza fondamentale. Basti pensare a Pray for Air, brano tra Depeche Mode e The Cure, che unisce l’afflato malinconico a stoccate noise, e Walls, che si muove in ambito quasi post-rock. Non fosse per questi elementi, probabilmente Kinder Version sarebbe stato un buco nell’acqua caratterizzato dal solito integralismo nordico, orecchiabile ma piatto. La fascinazione che molti subiscono per l’estremo nord Europa (in particolare l’Islanda) è un dato di fatto ed in musica ciò si traduce nell’innamoramento per un certo tipo di sound ormai estremamente riconoscibile.

Liberarsi dalle etichette per uscire dalla comfort-zone mantenendo però viva la propria cifra stilistica è senza dubbio la prova più difficile da affrontare. Nel caso dei Mammút, grazie a Kinder Version, tutto ciò si sta concretizzando.

14 Luglio 2017
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