Recensioni

7

Gli album Generation Terrorists (1992) e Gold Against The Soul (1993) sono ormai lontani nel tempo e il gruppo capitanato da James Dean Bradfield ha smorzato una volta per tutte gli ardori (si fa per dire…) giovanil-clashiani per tuffarsi, album dopo album, hit dopo hit, nel remunerativo oceano dell’Adult Oriented Rock. Resistance Is Futile, i cui temi principali sono la memoria e la perdita, in questo senso non fa eccezione, e si pone anzi come punto di contatto stilistico fra l’orchestralità di Everything Must Go (1996) e il furore ruspante di Holy Bible (1994).

Ovviamente, chi di voi non ha ascoltato gli album in questione può tranquillamente glissare e passare a questo Resistance Is Futile, che riassume un po’ tutte le anime del gruppo: da quella stadium rock a quella prog, passando per certe “morbide ruvidezze” riesumate dagli esordi. Ora, via con l’ascolto. Va subito detto che il nuovo disco inizia alla grande con People Give In, con tanto di arioso arrangiamento d’archi e apertura melodica bonjoviana più che radiofonica. Poi c’è International Blue, che attinge a piene mani da Dancing In The Dark di Bruce Springsteen e la trasforma in un inno da stadio. L’operazione non sarà artisticamente audace, ma funzione benone. Bravi ragazzi e avanti Savoia. La terza traccia in scaletta, Distant Colours, intimista, confessionale, e anche un po’ paracula, a suo modo è perfetta. Ecco: ci sono volute tre sole canzoni e Resistance Is Futile ha già condensato alla grande tutti gli stili e tutti gli umori di cui furono e sono capaci i Manic. Il resto dell’album tiene conto delle coordinate stilistiche testé evocate e procede, canzone dopo canzone, senza cedimenti di ispirazione, verso l’epilogo di The Left Behind, numero dolente di A.O.R. sì, ma di classe sopraffina.

Tirando le somme: i MSP si confermano campioni all’interno della loro categoria, che manco a dirlo è quella di pesi massimi del rock da stadio. E badate bene: il mio non è un giudizio di valore sprezzante o di per sé negativo. Au contraire! Perché non di sola musica avantgarde vive l’uomo, ma anche di piccoli melodiosi gioielli radiofonici come Resistance Is Futile. Enjoy it.

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