• Dic
    29
    2012

Album

Helleluja

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Marcello Milanese torna a meno di due anni da quel Like A Wolf In A Chicken Shack che ai tempi lodammo per le preziose passioni filologiche in ambito blues. Goodnight To The Bucket riconferma le naturali inclinazioni del Nostro verso la musica del Diavolo, declinando la tradizione nelle sue forme più rurali e ancestrali. L’obiettivo è mantenerne l’immediatezza e affidarsi a un songwriting da “buona la prima”, come conferma un lavoro ruspante registrato in poco più di due ore e senza sovraincisioni di sorta.

Del resto il blues è anche questo, lo si voglia o no, e Milanese ne è consapevole. A dimostrazione, un campionario di strumenti che conta bottle neck guitar – una “Helleluja H1” auto-costruita dal musicista stesso, quella ritratta in copertina – su accordature aperte, stomp box e voce. Un armamentario più che sufficiente per chi in testa ha il Delta del Mississippi ma vive in Piemonte, tra waitsiane I’d Change The Word e certe Friday Mood abili a creare ponti con i numi titolari del genere. Questi ultimi omaggiati dal gospel della Ain’t No Grave di Claude Ely, da Come On In My Kitchen di Robert Johnson e dalla Mississippi Jailhouse Groan di Rube Lacy, brani che come datazione arrivano al massimo al 1934 sottolineando ancora una volta il legame profondo con le radici.

Milanese ha dentro la provincia italiana e presumibilmente non le spara grosse come Big Bill Broonzy, eppure porta a termine il lavoro con un’onestà intellettuale da appassionato che non può passare inosservata.

25 Febbraio 2013
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