• Feb
    04
    2014

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Downtown

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Thomas Arsenault, alias Mas Ysa, nasce a Montreal in Canada, passa del tempo in Brasile ed infine si ferma a New York dove, da ormai un lustro, è una presenza fissa all’interno della scena di Williamsburg, non solo per i lavori con la Shinkoyo Art Collective e per il proprio studio di registrazione (nel quale hanno lavorato, tra gli altri, Laurel Halo e EMA) situato a fianco del Death By Audio e quello che – ormai era – il  285 Kent, ma anche per i suoi lavori legati al mondo della danza e dei videomakers.

La scelta di lanciare la propria carriera discografica, nonostante i trent’anni sul groppone, è piuttosto recente ed è arrivata dopo un breve brief come live-act locale come spalla di nomi già affermati, tra cui i Delorean nel 2012 e i Deerhunter nel 2013. La visibilità è arrivata però solamente negli ultimi mesi del 2013, grazie al supporto di Pitchfork: articoli altisonanti, recensioni positive e la presenza confermata al prossimo Pitchfork Festival di Chicago (e al Primavera Sound di Barcellona, molto probabilmente sul Pitchfork stage) sono segnali chiari di un appoggio mediatico di un certo tipo.

Se i motivi per cui Mas Ysa è diventato un prescelto di P4K sono piuttosto ovvi, è anche vero che Thomas Arsenault ha dalla sua le carte giuste per regalare molte soddisfazioni – anche se non necessariamente a lungo termine – a chi è in cerca di un prodotto fresco e con la giusta personalità stilistica. Lo dimostrano i ventisei minuti del Worth EP. Pubblicato via Downtown Records, il nove tracce, sotto alcuni aspetti, può essere accostato a Total Strife Forever di East India Youth per la sua natura bipolare, con la differenza che in questo caso i brevi episodi-intermezzi strumentali (cinque in tutto) fungono principalmente da contorno ambientale. Infatti, il valore di Mas Ysa traspare soprattutto quando la sperimentazione retro-elettronica sposa le regole della pop music. Why – ormai già un brano di culto – fa leva su di una nostalgia tutta eighties galvanizzata da una struttura atipica (6 minuti e mezzo che non stancano mai) delineata dalla drum machine (Roland TR-909) e dal synth (Kurzweil K2000) in modalità thumb-slap bass. Come se Twin Shadow rileggesse Sex dei 1975 con il tocco eccentrico di un Jamie Stewart.

Territori ’80s con cassa decisamente chiusa, secca e pulsante anche in Shame, brano dai contorni electro-emo vicini a certe cose targate M83 private, però, di ogni connotazione dreamy. Negli altri due brani voice-lead di Worth EP, Thomas Arsenault tocca atmosfere più intime e malinconiche: Life Way Up From (“the one I love is gone”) e l’oscuro e conclusivo passaggio slow-haunting chiamato Years, quest’ultimo caratterizzato da un’enfasi vocale totalmente opposta rispetto all’esuberanza melodica che troviamo in Why.

Attendiamo di capire se – e come – Arsenault sarà in grado di elevare ulteriormente il livello; per il momento abbiamo già quattro tracce (Why, Life Way Up From, Shame e Years) che da sole basterebbero a rendere degno di nota un esordio lungo.

16 Febbraio 2014
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