Recensioni

7

Con colpevole ritardo torniamo su un interessante lavoro che sarebbe stato un peccato lasciar giacere nel dimenticatoio. Un disco di grande spessore e maturità, quello imbastito da Massimo Falascone, sassofonista e sound artist di stanza a Milano. In Works 05-007-2008 l’artista italiano colleziona lavori sparsi – lavori in proprio, collaborazioni a distanza geograficamente e temporalmente, musiche per piece teatrali, ecc. – tanto eterogenei che il titolo dell’album avrebbe potuto tranquillamente fregiarsi del prefisso patch….

A far da contraltare, oltre che da collante, a tanta frammentazione c’è però l’omogeneità della cura dei suoni e della ricerca di Falascone, che unita all’ottima qualità media degli 8 pezzi, rende questo collected works un disco immancabile per chi si occupi del versante più impro del jazz. Perché Falascone unisce elementi apparentemente distanti – il caldo del suo strumento e il freddo dei loop – con convinzione e gioia, senza seriose verbosità ma piuttosto con una grossa carica auto-ironica.

Per tutti valgano i 7 minuti dell’iniziale Ottovolante. Vero e proprio bignami del modus operandi di Falascone e del suo intendere il lavoro di ricerca sui suoni e sulle possibilità delle interazioni con fonti e personalità altre, Ottovolante rielabora una composizione di 8 minuti dell’americano Bob Marsh tramite cut-up invasivo, aggiunte di plug-ins, bassi e immancabili contrappunti di sax. Ottimo.

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