Recensioni

Gli Inferno si confermano ancora una volta – l’ennesima nella città
del Satanasso, come la ribattezza il cantante Gio – titolari indiscussi
di uno show che è conti fatti unico nel panorama hardcore nostrano.
Ironia caricaturale – nei confronti dei posers, spesso
consapevolmente o inconsapevolmente scimmiottati, ma anche del pubblico
vittima delle invasioni di campo di chitarrista e bassista; un impatto
sonoro devastante, stacchi e ripartenze degni della miglior scuola
americana, e il solito omaggio sentito al rock and roll prima facie.
E quell’utilizzo un po’ruffiano, un po’ kitsch, di elettronica ora solo
ornamentale, ora decisiva nell’economia dei brani, vera marcia in più
del quintetto, sebbene talvolta sommersa dall’armamentario elettrico e
dalle urla del cantante. Le premesse per un album in studio che riesca
ad eguagliare la potenza delle esibizioni live ci sono tutte. Anche i Melt Bananapuntano sull’impatto visivo prima che su quello sonoro – la mascherina
da chirurgo del chitarrista, le zeppe appariscenti di Yasuko. Ma
l’effetto esotico dura quel poco che basta per acclimatarsi alle
temperature – decisamente inumane – di schegge laviche al calor di
grind ed hardcore (pop)punk. Ampiamente saccheggiato il recente Bambi’s Dilemma:
gli episodi pop di quel lavoro lasciano riprendere fiato ad un pubblico
che, altrimenti, finirebbe presto per domandarsi come sia fatto a
capitare ad una serata della Obscene Extreme.

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