• Apr
    03
    2013

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Autoprodotto

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Contestualizzare Mental D_TEK_TOR nell’hip hop attuale per aiutare un neofita a localizzarlo in questa o quella frangia del rap italico non è semplicissimo. Tuttavia, localizzazioni a parte, è invece semplice parlare dell’oggettiva qualità di questo ep destinato al free download e, forse, a una successiva pubblicazione in copie fisiche. Si tratta di un lavoro che ripropone in pompa magna tutte le caratteristiche che hanno reso Mental D_TEK_TOR una garanzia per gli amanti di un underground così estremo da rientrare a fatica nella definizione stessa di underground (esulando da ogni possibile hype generatosi invece per altri artisti come ad esempio quelli della Blue Nox o della Unlimited Struggle). Rime non semplici, linguaggio tutt’altro che immediato e costrutti metrici abbastanza imprevedibili, il tutto al servizio di un flow che richiede all’ascoltatore meno allenato pazienza e attenzione. Per quanto i tecnicismi si siano sensibilmente ridotti rispetto agli esordi di questo artista (noti a pochissimi e solo grazie a frequentazioni in forum e chat di appassionati), la formula risulta comunque “di nicchia”, soprattutto a causa di un frequente ricorso al linguaggio (fanta)scientifico, alla ricerca di una specificità che preferisce il termine oscuro e in inglese a un più immediato frasario italiano. I riferimenti fumettistici (si vedano le rime dedicate a Scott Summers e al Dottor Manhattan, ad esempio) potrebbero essere un altro dei motivi di osticità per un ascoltatore distante da quell’immaginario (nerd nel senso strettissimo del termine, con nessuna concessione a qualsiasi hipsterismo di sorta). Tuttavia il rap viene fatto ad altissimi livelli, il controllo della metrica e del flusso è ammirevole, soprattutto in relazione al basso numero di bpm che scandiscono questo progetto, e che porterebbero altri mc’s meno talentuosi a goffi extrabeat o a rappate rallentate e innaturali. Dal punto di vista della musica (tutta imputabile, con l’eccezione della produzione di Absolom realizzata a 4 mani con Night Skinny, alle sapienti mani del misterioso Steez Austeen, il cui nome non può non ricordare il celeberrimo Uomo da sei milioni di dollari che ha accompagnato le giornate di molti dei figli degli anni 80) si nota una predisposizione alla battuta lenta, all’atmosfera rarefatta e a suggestioni che sembrano essere legate alla dubstep (soprattutto per il tipo di suoni scelti, più che per la struttura vera e propria dei beat, impressione comunque confermata anche dalle selezioni dubstep che Mental D_TEK_TOR di tanto in tanto si concede nel milanese). La cosa particolare del progetto è che, nonostante il linguaggio sia particolare e la scelta dei ritmi inusuale, non si può parlare di un progetto svincolato dall’idea di hip hop nel senso più canonico del termine, fattore che potrebbe dunque avvicinare l’ascoltatore più integralista. Questa sorta di posizione ibrida rende comunque il lavoro ancora più interessante, costituendo una sorta di ipotetico ponte tra il rap legato alla scena hip hop e quello da essa totalmente svincolato (ci riferiamo ad artisti già apparsi in queste pagine, come Zona MC o i Uochi Toki, ma solo per quello che riguarda il linguaggio, e ben precisando che si tratta di artisti completamente differenti tra di loro, l’accostamento è un semplice dato topografico e non va ricercato nessun legame di parentela tra le due cose). Da ascoltare, per capire come l’hip hop possa prendere direzioni non apocrife eppure tutt’altro che prevedibili.

6 Aprile 2013
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