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Album

Too Pure

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Certo, il percorso non è dei più ortodossi. Un omonimo album d’esordio su major nel 1999 (che frutta la stima nientemeno che dei Coldplay), la scomparsa pressoché totale dalle scene per ben sei anni, un ritorno in sordina – Loveheart, 2005 – a marcare infine l’inizio di una nuova vita artistica. Quel disco, con il suo folk intimista e cupo, minutamente cesellato fra suggestioni acustiche e ombre elettroniche, è riuscito a conquistare il cuore di numerosi ascoltatori dell’ultim’ora, collocando il fragile Merz nella schiera dei più credibili discepoli di Nick Drake (è facile immaginarlo: ci fosse stato oggi, avrebbe avuto un laptop e una chitarra acustica nella sua camera di Tanworth-In-Arden).

Ma Conrad Lambert – così all’anagrafe questo songwriter di Bristol – ha in realtà sempre coltivato il seme del pop. Grazie al contatto con diversi collaboratori (tra cui gli Earlies, Paul Hartnoll degli Orbital, Clive Deamer dei Portishead e perfino un anziano homeless di Bath – ai cori in tre episodi), Moi Et Mon Camionlo tira fuori da una dimensione irrimediabilmente solipsistica finendo per riallacciarlo a una sorta “normalità”, curatissima negli arrangiamenti come agli esordi e venata di influssi Neil Finn / McCartney (specie nelle melodie vocali); la deliziosa Lucky Adam né è un esempio, così come i crescendo quasi soul di Call Me, o il singolo Presume Too Much, combattuto fra umori Crowded House, lievi trame elettroniche/wave e chitarre alla Abbey Road. E’ tuttavia nei momenti intimisti che Merz mostra i suoi assi: vedi una strepitosa Silver Moon Ladders, tutta costruita su stratificazioni di chitarre e di voci (alla maniera dei Radiohead di In Rainbows), o l’ariosità circolare della title track, o certe inquietudini simili a Cass McCombs (Cover Me) o le struggenti chiusure del programma (la filastrocca impalpabile No Bells Left To Chime, la pastorale – fra Bert Jansch e Penguin Cafè Orchestra – The First & Last Waltz). Anche gli episodi che girano a vuoto (l’electro-prog di Shun, i fumi jazzy/mèlo di Malcolm) sono indice della varietà e dell’umanità di un cantautore dal talento – in potenza e in atto – che non può e non deve lasciare dubbi.

3 Marzo 2008
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Merz

Moi Et Mon Camion

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