Recensioni

7.3

Nome molto interessante dell’underground americano, Shan De Leon, in pista ormai da alcuni decenni, è portatore di un lirismo personale e lucidamente calibrato, costruito in chilometri di tour macinati e prove discografiche convincenti. Già con l’ensemble jazz avant prog Rollerball aveva mostrato delle qualità compositive a tratti travolgenti, perseguite con con un arioso piglio creativo, poi confluite in modo diverso nel progetto Miss Massive Snowflake, con cui ha sviluppato un metodo di intagliare canzoni innervandole continuamente di stimoli nuovi. Tutto questo grazie a un approccio libero che mescola indie rock made in Olympia, obliquità melodica à la Half Japanese e dosi di psichedelica visionaria, arricchito poi di un lungimirante tocco di ironia che comunque non travalica mai la serietà dell’obbiettivo: portare a casa brani di fattura e con qualcosa di differente da dire.

Qualità molto evidenti in questo nuovo Your Favorite Band, che, a tre anni dall’ottimo EP Bobby and Sheila, torna a mescolare argomenti all’apparenza contrastanti (per di più infarciti di dettagli sopra le righe) in un distillato tuttavia perfettamente armonico. Così il Nostro, coadiuvato da una formazione cangiante che, tra gli altri, oltre ai sodali Andy Brown e Jeanne Kennedy comprende anche gli apporti dell’avant jazzista italiano (e molto altro ancora) Jacopo Andreini, nonché di Fabrizio Testa, in arte Il Lungo Addio, ci fa attraversare un mondo inaspettato e allo stesso familiare e accogliente. Un lavoro che scorre tra spericolati ma riusciti equilibrismi per hand claps tra Roky Erickson e i Dub Narcotic Sound System (Oh Shoot), magnetiche derive psichedeliche (Florians Hair), soul verace inframezzato da synth cartooneschi (Your Favourite Band) e deliri spoken word in italiano su intarsi di chitarre hard-psych (Testa qui nelle vesti di autore e interprete); senza farsi mancare splendide melodie bowiane sorrette da drum-machine liofilizzate e toccanti riflessioni poetiche (Hot Coffee).

Uno spumeggiante caleidoscopio sostenuto dalla camaleontica interpretazione di De Leon, che, sempre sul pezzo, gestisce a pieni polmoni le storture con abilissimo piglio pop e al contempo con un altrettanto forte spirito indipendente. Una personalità che gli permette anche di piazzare con disinvoltura delle papabili hit, come le profonde armonie malinconiche in odore dei Radiohead di To The Bone; le riaggiornate intuizioni del Beck primordiale veicolate dal rap rock vocoderizzato di The Doorman (brano che viaggia con tanto di aperture post-punk sviolinate che fanno mangiare la polvere a band ben più blasonate); e infine il garage viscerale e grottesco di Church-Casino, sostenuto da un’istrionica personalità del tutto credibile.

Leggero e profondo, divertente ma di sostanza, Your Favorite Band è il perfetto toccasana per gli insoddisfatti delle pose mainstream e in cerca di qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo stanchi di pompose stranezze fini a se stesse. L’unico trucco per maneggiare un disco del genere è quello di avere l’occasione di scoprirlo, poi si corre il rischio di mandarlo in heavy rotation per un bel po’. Lunga vita.

Voti
Amazon

Ti potrebbe interessare

Le più lette