• Giu
    03
    2014

Album

Millesei

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Elettroclash e DIY cazzeggiometrico ed epicureo delimitano i bagordi dei Mitici Gorgi. Progetto che nasce fra Siena e Roma nel 2007, ma solo quattro anni fa trova spazio nel circuito indie con I demoni ½ uscito per la loro Millessei dischi fondata proprio in quegli anni. Puro ritmo tardo sovietico (Musicalmente scarse, Mungila, Boja) tra Dirty Projectors e CCCP, pezzi dove non si capisce chi tiene la barra dritta (Campacavallo, Tpoz, Piazza cretina), potpourri grime (La sirenata, I Need the Wany) e post punk congenito/dreamy (Il dadarock, The Waiting Song) servono a chiarire che basta niente per divertirsi oggigiorno.

Bravi a trattenere un proprio strutturalismo nella gincana elettro punk svigorita, se la tirano un po’ citando Skiantos, ben sapendo di andarvi oltre, senza staccare il culo dal proprio muretto a bere birra in comitiva. Oltre, nel senso formale del termine, non sostanziale. Questa si chiama attitudine. Cosa aggiunge In the Gorgi Show, loro reale disco d’esordio? Tanta altra attitudine! Maggiore assurdità imprigiona una luce più glauca sui brani, un po’ remake del demo di quattro anni fa, un po’ inediti. Senza arrivare a citare “i cacai nelle cacaiete…” di Ionesco, l’atteggiamento, pur nell’effimero e incompiuto percorso artistico, inizia ad essere quello, anche se in una versione fake-virale, e non può non far piacere, soprattuto se, come crediamo di aver capito, si ricerca un approccio teatrale quanto più durevole all’azione scenica (Chin chon, Venerdì film, Zenzero).

I Mitici Gorgi sanno rivolgersi ai generi con vigorosa personalità, mostrandosi un buon antidoto al penoso revival imperante che vuole tutto dentro e niente fuori.

4 Giugno 2014
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