• Gen
    14
    2015

Album

Musicamorfosi, Lilium Produzioni

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Scordatevi di Julia Kent: Naomi Berrill è una violoncellista che suona da sola come l’americana, ma frequenta lidi che certo non si possono definire sperimentali. From The Ground è invece classico in tutto e per tutto, a partire dai fondamentali utilizzati per registrarlo (la voce della Berrill e il suono pulito dello strumento), fino ad arrivare ai brani raccolti nel disco.

Trattasi nello specifico di cover, riarrangiate con appassionato trasporto dalla stessa Berrill e scelte con cura da un passato in bilico tra esperienze di musica orchestrale e pop “rivisto”. Facile preventivare il successo che riscuoteranno dal vivo la From The Morning di Nick Drake posta in apertura o la We’ll Meet Againg originariamente cantata da Vera Lynn e posizionata in chiusura di programma, assieme a Feelin’ Groovy di Paul Simon, Where Have All The Flower Gone? di Pete Seeger, Lifesaver di Emiliana Torrini; di appeal meno immediato potrebbero invece risultare gli episodi più classici targati Robert Schumann, Claude Debussy, Vincent Courtois, comunque ben resi da un’estetica lineare e piuttosto accondiscendente, fatta di pizzicato, archetti nervosi e voce cristallina.

Ecco, se un difetto si deve trovare al disco d’esordio di Naomi Berrill, va ricercato in una sostanziale mancanza di grosse sorprese. Tutto è esattamente come te lo aspetteresti prima di schiacciare play: un cartografia di suoni accurata e senza sbavature, un equilibrio accademico, virtuoso e minimale, un cantato uniforme e consapevole, un armonia fin troppo armonica. Premesso comunque che le 14 tracce in scaletta rimangono un ascolto assai piacevole.

16 Gennaio 2015
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