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L’incontro musicale inusuale tra due spiriti affini come quello di Nazim Comunale, già polistrumentista con gli ottimi Caboto, e di Patrizio Ligabue, viaggiatore e studioso di canto difonico o armonico (in uso in molte tradizioni non occidentali e introdotto in “occidente” da Stockhausen e poi dalla Sainkho Namtchylak), produce un lavoro che è una vera e propria fuga verso un altrove spesso idealizzato e/o sognato. Il primo organizza tessiture prodotte dall’utilizzo di strumenti tradizionali e non, rock e meno (farfisa, piano elettrico, eko tiger da una parte, flauti, percussioni, tampura dall’altra, che fanno il paio con tubi sonori e tastiere giocattolo); il secondo si esprime col dispiegarsi del proprio soffio vitale, sotto forma di strumento a fiato (konkovca, fujara) o di voce diafonica.

Proprio come un ripiegamento su se stessi, le musiche contenute in Venezia Non Esiste – titolo fuorviante eppure a suo modo evocativo – concentrano in tre ampi movimenti, per quasi sessanta minuti di durata, un intero universo di riferimento mistico, trascendentale, “altro”: il lontano Oriente evocato nel lunghissimo, estasiato, mantra dell’opener Meiktila Loop – cuore pulsante e paradigma del mondo rappresentato dai due – diviene visione pacificata di modernità e tradizione (l’elettronica e i flauti che segnano un drone trascendente e sognante lungo tutti i quasi trenta minuti di durata), così come i due divengono corrieri, non cosmici stavolta, ma extra-terreni. Nella seguente The Perfect Funeral Song (Armonic Version) l’ideale “musica delle sfere” perseguito dai due vira verso un corposo psych-prog rock col supporto della batteria di Ulisse Tramalloni (Julie’s Haircut), del basso di Yuri Degola (A.F.A) e della chitarra di Martino Pompili, e se si perde un po’ della magia dell’opener, a guadagnarne è la densità sonora. Densità che si liquefa nuovamente nella conclusiva Continuum dilatandosi in un loop tremendamente evocativo.

Il rischio, con certe musiche, è quello di scivolare verso la “world music” coniugata secondo crismi new-age, ma dai solchi di Venezia Non Esiste e dal background dei due emerge una passione che poco ha dell’artefatto. Disco notturno e psicotropo.

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