• mag
    01
    2005

Album

Mute

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È piuttosto complicato valutare in modo obiettivo operazioni che nascono con l’intento di presentare al pubblico materiale che non proviene direttamente dalla discografia ordinaria di un musicista. Che si tratti di b-sides, rarità o quant’altro di sconosciuto, sotterraneo, alternativo egli possa aver prodotto e successivamente riposto in un cassetto, non di rado si insinua nel consumatore lo spiacevole dubbio di avere a che fare con un’operazione commerciale mascherata da vezzo artistico che ha l’unico scopo di scucire, spesso senza meritarlo, qualche decina di euro in più. Non bastasse questo a far scemare l’entusiasmo per dischi del genere, viene istintivo considerarli come una sorta di riserva protetta per lo zoccolo duro dei fans dell’artista e, di conseguenza, episodi prescindibili per gli altri. Poteva sembrare naturale far rientrare nella stessa categoria anche questo B-Sides & Rarities di Nick Cave & The Bad Seeds, non fosse altro per le dimensioni considerevoli – tre cd per un totale di cinquantatre brani – e il marasma di alt-takes e inediti presenti in scaletta. E invece alla Mute confezionano un’opera tutt’altro che disprezzabile che se da un lato non rinuncia alle dichiarate velleità filologiche ricorrendo a materiale in alcuni casi obiettivamente superfluo, dall’altro si fa carico di recuperare episodi importanti e ormai introvabili della ventennale carriera di Re Inchiostro. Accanto a
versioni acustiche di classici come Deanna, The Mercy Seat, Jack The Ripper trova posto, ad esempio, il duetto Nick Cave/Shane MacGowan di What A Wonderful World o una The Six Strings That Drew Blood scrostata direttamente dalle pareti ammuffite del passato a marca Birthday Party, una Tower Of Song incisa nel ’91 per un disco tributo a Leonard Cohen o Red Right Hand riveduta e corretta per il film Scream 3.

I dischi intraprendono una sorta di viaggio a ritroso nel passato dell’artista lungo un itinerario pieno di curve e saliscendi, con lo scopo di riappropriarsi di passaggi musicali estemporanei – è il caso di There’s No Night Out In The Jail, brano inciso per una compilation di musica country australiana e mai pubblicato -, dimenticati – The Moon Is In The Gutter – o ingiustamente esclusi dalle tracklists ufficiali (The Ballad Of Robert Moore And Betty Coltrane). Se dovessimo stilare una classifica dei tre cd riserveremmo probabilmente lo scalino più alto del podio ai primi due, in parte per il livello qualitativo generale del materiale registrato – andate a riascoltarvi i diciotto, deliranti, minuti di O’Malley’s Bar incisi per l’inglese Radio One – dall’altro perché rappresentano fedelmente i passaggi più importanti dell’evoluzione stilistica del musicista. Il terzo, pur raccogliendo episodi pregevoli – Little Empty Boat su tutti – tende tuttavia a suonare troppo monocorde e edulcorato, ostaggio com’è di materiale proveniente da pubblicazioni più recenti, melodiche e, aggiungiamo noi, controverse.

Resta comunque un esperimento fondamentalmente riuscito questo B-Sides & Rarities, interessante per il neofita che si vedrà recapitato un sunto efficace della poetica caveiana, imprescindibile per l’appassionato che non saprà rinunciare facilmente ad alcune “chicche” in esso contenute.

1 Maggio 2005
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