• Feb
    15
    2019

Album

!K7 Music, Strut Records

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Su queste pagine ultimamente abbiamo parlato spesso della New Wave of British Experimental Jazz: il “master of disguise” Shabaka Hutching e le sue innumerevoli incarnazioni, Yussef Kamaal e rispettive meiosi, i veterani Heliocentrics, Alfa Mist e Binker & Moses. A questo nutrito elenco dal 2015, anno del loro omonimo esordio su Wormfood, si aggiungono con diritto e merito i Nubiyan Twist.

Collettivo nativo di Leeds ma domiciliato nella capitale, i nubiani d’oltremanica ruotano attorno alla figura del chitarrista e orchestratore Tom Excell e della vocalist/mc’s Nubiyan Brandon, vera e propria maestra di celebrazioni. La formula alla base di Jungle Run, secondo lavoro in studio e primo licenziato da Strut Records, non è molto dissimile da quella dell’esordio, ma si può tranquillamente affermare che sia un netto passo in avanti nel loro percorso di crescita. C’è un po’ di tutto in Jungle Run: i Caraibi, il Brasile, il Continente Nero, la fusion, l’elettronica e c’è il funk, Londra nella sua complessità e multiculturalità, giungla reale e di cemento attraversata di corsa da zona 4 a zona 1 e stilizzata in una hyperlapse di scie sonore e colori fluorescenti.

Per rendere il tutto più istituzionale, due cammei d’eccezione come Mulatu Astatke e Tony Allen, un po’ i padrini di questa generazione di musicisti. Oltre ai due Menhir qui sopra, il collettivo ha nel proprio Pantheon anche gente come J Dilla, D’Angelo, Robert Glasper, Herbie Hancock e, naturalmente, Fela Kuti. Passaggi fluidi (o paesaggi?) come Ghosts, Addis To London (Glasper meets Mulatu) e la title track sono esempi lampanti della qualità raggiunta dai Nubiyan Twist come musicisti, compositori e arrangiatori. Un disco che fila che è una bellezza: zero intoppi, mai una nota di troppo, soluzioni (quasi) mai scontate e tanto, tantissimo tiro. Ascoltare per credere: Basa Basa e They Talk (entrambe con la partecipazione del fenomeno anglo/ghanese K.O.G.), Permission (enorme la prova della Brandon) e il tropicalismo velato di afro samba di Borders con il tag team con il producer Pilo Adami. Dieci tracce per dieci potenziali singoli e un disco notevolissimo. Mission accomplished, nubiani.

4 Marzo 2019
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