• Ago
    26
    2015

Album

Glassnote Records

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Se vi è capitato di ascoltare un po’ la radio quest’anno vi sarete sicuramente imbattuti in Hold Back The River di James Bay e i più attenti si saranno anche accorti dell’estrema somiglianza melodica con Charlie Boy dei Lumineers pubblicata quasi tre anni prima. In realtà, tornando indietro di un altro anno, una sequenza di note molto simile era già presente in Away Frm U, il singolo di maggior successo degli Oberhofer, band americana (Brooklyn via Tacoma) capitanata da Brad Oberhofer.

L’esordio lungo degli Oberhofer (Time Capsules II) arrivava, dopo quattro anni di gavetta, nel 2012 e mostrava l’ormai definitivo allontanamento da certe sonorità fuzz-californiane dalla fascia d’interesse che i Nostri avevano raggiunto due anni prima. Ciò nonostante, Brad e compagni riuscirono ad acquistare una discreta visibilità certificata sia dall’invito al David Letterman Show, sia dalla partecipazione ai vari Lollapalooza, Coachella e Austin City Limits.

Sulle ali di un hype pressoché nullo gli americani tornano ora con il secondo album Chronovision (pubblicato sempre per Glassnote), frutto di una accurata selezione dei 106 demo realizzati nel post-Time Capsules II e della collaborazione in studio con Phil Ek e Kevin Augunas. Parlare di fuzz-pop è certamente riduttivo, in quanto lungo le dodici tracce di Chronovision scorrono diverse anime unite in un unico abbraccio: c’è l’indie pop più gioioso e radiofonico che negli ultimi anni ha sdoganato il genere nelle charts americane, abbiamo influenze che stanno a cavallo tra The Drums e gli Howler (dimenticati, vero? Meglio così), si nota una certa esuberanza tipica dell’indie rock anni Zero e ci sono anche sporadiche concessioni al jangle-pop e a vibrazioni wave.

Il focus rimane comunque la melodia: più semplice ed immediata è, meglio è. Per riuscire nel compito, in più di una occasione emerge un altro escamotage, cioè seguire la stessa melodia sia a livello vocale che strumentale. Nasce così una manciata di brani assolutamente orecchiabili: Together/Never è un po’ la nuova Away Frm U, ovvero materiale uptempo che avrebbe fatto fortuna negli indie-club di sei-sette anni fa, Someone Take Me Home è un buon incrocio tra power-pop e garage rock, Sun Halo possiede un retrogusto glam ’70s, Sea of Dreams vive tra Oliver Onions e Velvet Underground e Nevena fa sfoggio di inserti assolutamente retrò.

La fantasia talvolta però scarseggia (il ritornello di Memory Remains esce direttamente dai The Killers), ed è forse nei passaggi più spensierati (Me 4 Me) che gli americani si mostrano per quello che sono realmente, cioè una band fondamentalmente innocua e senza troppo da dire, adatta principalmente ai college-party americani (anche se il conclusivo e struggente passaggio al piano, Listen to Everyone, riequilibra gli eccessi di positività musicale).

Non inferiore al debutto, Chronovision è una prova a tratti piuttosto solida che però non sembra destinata a cambiare le sorti di un gruppo minore.

30 Ottobre 2015
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