• mar
    31
    2014

Album

New Model Label, Luca Sossella Editore

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La poesia di Fabio Orecchini e i suoni dei Pane, uniti in un lavoro che interpreta – perché di questo si tratta, di un teatro di vita vissuta rievocato da parole e note, e capace di una potenza evocativa enorme – la tragedia dell’Eternit, con tutto quello che il termine si porta appresso. Un libro di poesie sommato alla musica della band di Claudio Orlandi, Maurizio Polsinelli, Vito Andrea Arcomano, Claudio Madaudo e Ivan Macera, l’uno parassita dell’altra e viceversa: le parole al centro di un folk sempre più timbuckleyano ma anche di un impeto recitativo che ricorda gli Area di Stratos, grazie anche a un approccio fondamentalmente jazzistico capace di dare al testo respiro e di sorreggerne l’enfasi; la musica direttamente connessa agli “ambienti” che la narrazione riesce a creare, e quindi libera di attorcigliarsi al parlato senza badare agli steccati di genere, tra crescendo e minimalismi assortiti.

Nel libro allegato al CD (o viceversa), gli spazi e i silenzi della tragedia umana legata al tema centrale dell’opera, quello che la musica lascia presagire nella sua voluta incostanza e variabilità, vengono resi con una libertà tipografica quasi futurista, come se anche la vista, oltre all’udito, avesse il compito di circoscrivere, sottolineare, evocare la drammaticità dei contenuti (e non solo con la comprensione dello scritto). I testi di Orecchini lavorano trasversalmente, mescolando un lessico legato alla malattia, alla dimensione biologica dell’individuo, alla tecnologia dell’ambiente-fabbrica, e mimando la condizione esistenziale più profonda degli operai destinati alla lavorazione dell’amianto. Un’esistenza in cui proprio la fabbrica violenta il corpo, declinandolo in malanno prima e morte poi.

Quella di Dismissione è materia letteraria e musicale pulsante, che scortica dentro e non lascia facili vie di fuga col suo realismo pisciato in faccia al lettore (e all’ascoltatore). Vengono in mente certe cose di Marco Paolini, anche se qui l’inquadratura è un primo piano sui legami umani confinati nelle quattro mura di casa, che diventano il centro di una serie di cerchi concentrici a livello sociale. Un’umanità che il “discolibro” veicola senza mezzi termini e in modo egregio.

 

11 Giugno 2014
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