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Se prima della visione siete stati intimoriti dagli slogan pubblicitari e i cartelloni su cui campeggiava in maniera preponderante il logo della band, oscurando tutto il resto, rimarrete quantomeno sorpresi dall’incipit di The Rolling Stones Olé, Olé, Olé!: A Trip Across Latin America. Inserito nell’ormai oliato genere dei documentari che trattano i dietro le quinte dei tour in giro per il mondo, quello diretto da Paul Dugdale cerca fin da subito una strada personale, mai smaccatamente propagandistica verso l’oggetto che sceglie di rappresentare, il quale si confonde molto spesso con quanto gli sta attorno. Proprio per questo motivo non si può definire questo progetto come un excursus filmico sulla storia di una delle band più famose e longeve al mondo, bensì come qualcosa che riporta il tutto a una dimensione prettamente umana, profondamente terrena e dedicata a chi ha permesso il protrarsi del successo degli Stones, ovvero i fan.

Come suggerito dal sottotitolo, una volta seduti comodi nella nostra poltrona, con le luci della sala abbassate, appena le immagini iniziano a scorrere sul grande schermo cominciamo a prendere familiarità con quanto accaduto ai Rolling Stones durante il loro tour attraverso l’America Latina, ma c’è di più, molto di più: entriamo in contatto con realtà sociali e culturali che per alcuni, forse molti, erano inedite, scoprendo quanto la musica dei brutti, sporchi e cattivi di Dartford abbia posto radici evidenti nelle menti e nello stile di vita, ad esempio, di una certa fascia di popolazione argentina, dove questa era bandita dalla dittatura; facciamo la conoscenza del movimento clandestino dei Rolinga, gruppo la cui dedizione verso gli Stones è superata solamente dalla gioia di vivere attraverso la musica. Qualcuno tra loro, prima del “secondo avvento” di Mick Jagger e compagni, partecipò anche allo storico concerto del 1995 allo stadio River Plate di Buenos Aires, quando il crollo del regime si portò via il divieto sulla diffusione della musica rock’n’roll, considerata troppo eversiva e ribelle, nonché pericolosa per chi stava al potere. Entriamo in contatto con le varie realtà di Cile, Perù, Colombia, per la prima volta Uruguay, e con la pazza gioia del popolo brasiliano e l’attaccamento altrettanto potente e affettuoso della folla messicana.

Tra una tappa e l’altra siamo resi partecipi anche delle numerose difficoltà incontrate per strada dai manager e gli organizzatori per allestire in fretta e furia la data clou di tutto il tour: quella che porterà i Rolling Stones per la prima volta a Cuba, segnando anche la prima volta per una rock band in tale Paese, garantita solamente dalla recente apertura al mondo esterno e dal progressivo alleggerimento dell’ultra decennale embargo. Le speranze all’apparenza insignificanti di un manager di una ricchissima band si intrecciano con quelle delle popolazione locale, rivolte a un futuro ricco di prospettive e voglia di cambiamento. Pur non concentrandosi sull’aspetto economico della vicenda, che probabilmente avrebbe finito per appesantire il risultato finale, scopriamo tutti gli inghippi burocratici che un’operazione mastodontica come quella di un mega concerto gratuito a Cuba si porta dietro, con in aggiunta tutti gli scherzi della sorte: la visita del Presidente Barack Obama prima (che cita il gruppo simpaticamente anche nel suo discorso storico durante l’incontro con Raul Castro) e quella di Papa Francesco poi.

Sul lato umano della band, Dugdale, conscio della difficoltà di replicare il Martin Scorsese passionale di Shine a Light, si sofferma con intelligenza e una sensibilità inedita sui membri meno celebrati della formazione, ovvero Ronnie Wood e Charlie Watts: del primo scopriamo l’interesse per la pittura e le difficoltà, ma anche le gioie, legate all’appartenere a una famiglia numerosa; del secondo notiamo l’astio verso il mondo dello spettacolo, quella machine floydiana che lo stesso batterista definisce «una stronzata». Non mancano nemmeno gli imperdibili siparietti tra il duo più scoppiettante, con Jagger e Keith Richards a bordo del treno dei ricordi, con quest’ultimo pronto a scambiare gli spettatori che si insinuano nella sua camera d’albergo per il servizio in camera. Il lato più grezzo del rock’n’roll sarà anche un ricordo lontano, e gli stessi Rolling Stones sono da decenni una macchina macina-soldi splendidamente oliata e autosufficiente, ma ciò non vieta di potersi divertire genuinamente come una volta.

The Rolling Stones Olé, Olé, Olé!: A Trip Across Latin America arriva nelle sale italiane per un solo giorno, il 10 aprile 2017, distribuito da Wanted Cinema.

10 aprile 2017
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