• Feb
    01
    2012

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Hear Music

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Se sei un Beatle, hai fatto più o meno tutto. Se poi sei Paul McCartney, hai fatto anche tutto il resto. Non solo silly love songs o helter skelters, ovviamente, ma anche opera, balletto, cartoon, avant-garde, elettronica, acid house, divertissement (alzi la mano chi sa di cosa stiamo parlando quando diciamo… Thrillington) e chi più ne ha, ne metta. Oddio, una cosuccia mancava, ed era mettersi a giocare con il canzoniere che gli aveva passato papà James da bambino, tutte quelle vecchie e romanticissime canzoni jazz del Tin Pan Alley, dei 78 giri degli anni ‘30 e ‘40 … quel genere che aveva omaggiato tra il serio e il faceto in cose come When I’m 64, Honey Pie, The Back Seat Of My Car (si ascolti la nuova My Valentine, a proposito) e You Gave Me The Answer.

Detto altrimenti, Kisses On The Bottom è il patinato esercizio di un settantenne che, quando non sale su un palco a suonare e cantare il suo rock’n’roll (per lui è quello; per noi sono quelle canzoni), per ingannare il tempo si chiude in studio con i musicisti di Diana Krall e canta, con voce sottile da crooner d’altri tempi, Bye Bye Blackbird. Niente di scontato, però: canzoni portate al successo da Fats Waller (I’m Gonna Sit Right Down And Write Myself A Letter), novelties (Ac-Cent-Tchu-Ate The Positive, firmata da Johnny Mercer) e classici minori di Irving Berlin (Always). Scelte che, se non altro, tradiscono il solito entusiasmo che lo spingeva, in tempi non sospetti, a rovistare tra i lati b dei 45 giri di rock’n’roll alla ricerca delle perle nascoste (vedi alle voci Run Devil Run e Choba B CCCP); e a ogni modo, per non farsi mancare niente, ci mette anche un po’ di suo (la citata My Valentine, con l’acustica di Eric Clapton, e la conclusiva Only Our Hearts (con l’armonica di Stevie Wonder).

Tutto qui, facile facile. A voler esser pignoli le interpretazioni, pur impeccabili, non vanno oltre il didascalico e l’insieme, per quanto gradevole, non riesce ad essere altro che (nelle stesse parole di Sir Paul) “musica da ascoltare in sottofondo quando torni dal lavoro, con un bicchiere di vino in mano”. And what’s wrong with that

14 Febbraio 2012
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