• Nov
    10
    2017

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RVNG Intl.

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Trans-Millenia Music è una compilation contenente materiale estratto da sette LP pubblicati in origine tra il 1982 e il 1988 da Pauline Anna Strom, misconosciuta autrice di musiche new age space-oriented.

Cieca dalla nascita e autodefinitasi, non a torto, “loner and heretic”, la musicista esordì nel 1982 con un album dal titolo similare Trans-Millennia Consort, un piccolo classico (di cui sono qui presenti otto breni) stampato in cassetta e LP, per la fantomatica Ether Ship Records, che poi sarebbe l’etichetta personale. Obiezione: non sarà che si sta utilizzando con una certa faciloneria l’aggettivo classico? In fondo stiamo parlando di un disco, nonché di un’autrice, che (quasi) nessuno conosce! Risposta: assolutamente no, l’entusiasmo ci sta eccome. E il merito è tutto di Pauline Anna Strom: una compositrice elettronica uscita fuori dalla scuola di San Francisco fra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, che ha raccolto in termini di notorietà e di consensi molto meno di quanto avrebbe meritato. Tanto per cominciare, quelle di Pauline sono composizioni che parlano una lingua originale, scevra dalla retorica metodica e perlopiù sterile dell’esercizio di stile. La sua musica possiede una qualità che la rende unica: è psicotropa, nel senso più intimo del termine, perché ha la capacità di trasporti in mondi allucinatori ai limiti del sogno che hanno il sapore della migliore psichedelia. Altro punto a suo favore: il suo modo di usare i sintetizzatori (perlopiù degli Yamaha: DX7, TX816, CS-10; più un Tascam 4-track recorder), che richiama sì i vari maestri della musica cosmica e dell’ambient (alludiamo ai vari Klaus Schulze, Brian Eno, Tangerine Dream), senza però mai scadere nel plagio.

Ipnotica e densa, l’arte della Strom lambisce altresì i lidi che furono del miglior Hassell quartomondista: si ascolti qui Bonsai Terrace (una rilettura tanto personale quanto magnetica del gamelan), e poi si passi agli otto minuti sospesi fra “vuoto” e “pieno” di Mushroom Trip (che già dal titolo si presenta più che psichedelica), e per finire in gran bellezza si schiacci il tasto play su Spatial Spctre e Cruising Attitude 36,000 Feet, che richiamano alla mente addirittura i “moderni” Charalambides e il loro continuo gioco di specchi fra echi e riverberi. C’è poi un ultimo appetitoso dettaglio: la presente ristampa si “allunga” fino a comprendere 13 tracce, che diventano addirittura quindici per chi scaricherà il disco in versione mp3.

E ora che quanto c’era da dire è stato detto, permetteteci di darvi un consiglio: recuperate questo disco dimenticato, e restituitegli a suon di ascolti lo status che si merita, ossia quello di classico.

14 Novembre 2017
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