• mar
    30
    2009

Album

Wichita Recordings

Add to Flipboard Magazine.

Un passato lontano appena tre anni (e spesso poco più di quattro minuti) eppure così ingombrante. Diciamocelo, un po’ tutti, dal metallaro all’hip-hopper, dall’indie rocker all’elettroacustico, hanno canticchiato Young Folks. O meglio, fischiettato. Fare i conti con quella perla di singolo, per Peter Morén, Björn Yttling e John Eriksson, non sarà stato facile. Andare oltre, un obbligo.

Il nuovo Living Thing agisce alla pari se non di più Writer’s Block. Ne è funzionale, senza dubbio. Non si colgono fischi, ma lo stato d’arte del trio svedese prosegue alla volta del (loro) disco perfetto. L’armamentario dei Nostri, che guarda al pop tradendone la stessa lettera, riesce ad arrivare, per esempio, là dove gli Hot Chip falliscono, ovvero: stupire.

Stay This Way è di parsimonia quasi Beatles-iana: oltre la voce – tanto Lennon – è la cura del dettaglio (leggasi arrangiamento) a fare la differenza. Blue Period Picasso, seppur priva di fischiettio, farà breccia per la disinvolta combine tra appeal friendy e disegno astruso. Poi – sarà pure un caso, ma ormai cominciamo a farcene una ragione – anche qui, come per Vampire Weekend e Here We Go Magic, lo spauracchio del Paul Simon di Graceland si manifesta, in minima parte, nella tropicale Living Thing e appieno nell’ariosa I Want You!. Nothing to Worry About, il singolo, ha molto del Beck di un tempo; Just the Past, invece, tanto dei Depeche Mode. The Feeling scivola come una danza sinistra, It Don’t Move Me ha una verve tutta ’80.

Nessun hit ma tanti probabili hit, in prospettiva. Virtù o difetto?

30 Marzo 2009
Leggi tutto
Precedente
Jackie-O Motherfucker – The Blood Of Life Jackie-O Motherfucker – The Blood Of Life
Successivo
Here We Go Magic – Here We Go Magic

album

artista

Altre notizie suggerite