• Mag
    01
    2010

Album

Jagjaguwar

Add to Flipboard Magazine.

Minneapolis, notte fonda: Peter Pisano (ex Wars of 1812) scrive in preda a una furia compositiva irrefrenabile. Il risultato è un rosario indie in piccole canzoni elettro-acustiche. Ma è solo con la luce del giorno, la calma della riflessione e – soprattutto – l'incontro con il percussionista Brian Moen che gli undici brani arrivano a una forma sufficientemente matura per essere colti. Raccontano così la nascita di questo esordio gli stessi protagonisti, figli di quel Midwest che ha così tanto dato al folk e al country statunitensi per quel suo essere crocevia tra le due coste, tra la frontiera e l'Occidente.

La musica dei Peter Wolf Crier è un altro crocevia, questa volta tra la tradizione che ha portato al successo i Wilco, paladini di quel modo di trattare rock e tradizione rurale che per un po' si è chiamato alt.country. Ma i Peter Wolf Crier pescano anche in territori attigui, seppur differenti e identitari, che sono emersi in ambito indie nel tentativo di fondere East e West Coast: si pensi ai Local Natives e si ascolti lo slow sofferto di Down Down Down. Seppure sfoggino apici di grande dinamismo come l'iniziale shuffle di Cruth & Cane che è un treno di hobos diretto in California, e altrove sembrino cercare la staticità bucolica dei Sigur Ros (You're So High), l'impressione generale è di trovarci di fronte a un disco monocorde, basato quasi esclusivamente sul raddoppio leggermente sfasato delle linee vocali e il solido drumming. Come autore Pisano ha stoffa e l'apporto agli arrangiamenti di Moen è determinante. Pare solo che manchino un po' di chilometri nelle gambe.

23 Giugno 2010
Leggi tutto
Precedente
Futureheads (The) – The Chaos Futureheads (The) – The Chaos
Successivo
Knut – Wonder Knut – Wonder

album

artista

Altre notizie suggerite