• Feb
    01
    2006

Album

Last Visible Dog

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Un cielo azzurro solcato dalla scia di un aereo e da un raggio di sole. Un paesaggio ovattato osservato da una finestra appannata. Un mare in stato di calma apparente sotto un cielo cupo e nuvoloso. Un paesaggio verde che si stende immobile all’orizzonte. Un panorama che racchiude terra e cielo, tra prati coltivati e banchi di nuvole imponenti. Nuova Zelanda, Inghilterra, Scozia. Tutte foto scattate da Peter Wright e utilizzate come materiale grafico per i propri dischi per declinare visivamente il sottile brivido atmosferico, che continuamente rincorre la sua musica. Di origini neo zelandesi, ma attualmente attivo a Londra, Wright è uno dei più talentuosi sound artist degli ultimi anni, prova ne siamo lavori notevoli come Desolation Beauty Violence e Distant Bombs. Sotto le sue mani, la drone music perde i frigidi connotati di accademia e diventa un mantello emotivo sotto cui ambientare pensieri e visioni.

Dietro le sue immagini e i suoi suoni non c’è nessun elemento decorativo da cartolina, ma piuttosto un wagneriano sentore di infinito, un sublime annichilente da romanticismo teutonico. Probabile allora che il box di 3 cd rilasciato quest’anno dall’ormai imprescindibile Last Visible Dog sia il passo finale per l’affermazione di un drone poet di lungo corso. Lo stesso sottotitolo dell’opera “Collected Drone Poems 2000-2003” esaurisce la natura dell’opera. Trattasi infatti della raccolta di brani sparsi nell’arco di tempo di tre anni e della riproposizione di diversi cdr ormai introvabili: Pariahs Sing Om, inciso per la sua Apoplexy, nel 2003, Catch A Spear As It Flies cdr su Celebrate Psi Phenomenon nel 2003 e ancora Duna e A Tiny Camp In The Wilderness, più ovviamente un paio di composizioni inedite.

29 Marzo 2006
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