• Nov
    01
    2012

Album

Interscope Records

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Nel 2012 dove vai se il mandolino non ce l'hai? Il successo – assolutamente clamoroso – dei Mumford & Sons e dei loro nipoti (dai The Lumineers agli Of Monsters and Men) recentemente è arrivato fino al melmoso e putrido mercato italiano. Semplice, le armonie dilatate e a volte articolate dei Fleet Foxes funzionano ma non sono abbastanza spensierate per il nostro pubblico e non potrebbero di certo finire nel trailer del cinepanettone con De Sica (come è successo a Little Talks).

Negli Stati Uniti il ricambio è continuo e il fenomeno è probabilmente all'apice dell'esposizione mediatica, tanto che l'ultima edizione del talent show American Idol, in passato trampolino di lancio per teen-idols, divette mtv, country-boys o pseudorocker, ha visto trionfare un cantautore folk-pop armato di chitarra acustica: Phillip Phillips.

Il brano che che lo accompagna da qualche mese si intitola Home e potrebbe trovare – rarità per i prodotti usciti da talent show statunitensi – consensi anche da noi, magari sotto ad un albero di Natale radicato in frasi come "because I’m gonna make this place your home". Home, manco a dirlo, sembra un clone – anche ben riuscito – di un qualsiasi (tanto per sottolineare nuovamente la poca varietà presente in Babel) brano dei Mumford & Sons con la partecipazione degli Arcade Fire a fare la coda.

L'album di debutto di Phillip Phillips, pubblicato via Interscope e 19 Entertainment, si intitola The World from the Side of the Moon e parte certamente dai risvolti trad di Marcus Mumford&co ma va a toccare corde – anche vocali – più vicine a certe cose (private dei tecnicismi free-jam del caso) della Dave Matthews Band come in Hold On, in Get Up Get Down e in una Drive Me a rischio plagio concettuale.

Realizzato con la collaborazione di Gregg Wattenberg (non a caso già con roots pop-rockers quali Train, Five For Fighting e O.A.R.), The World from the Side of the Moon è il classico prodotto di chi punta dritto all'obiettivo  – le classifiche – mettendo in secondo piano tutto il resto. I pro sono quindi quasi tutti da ricercare nella facilità con cui Phillip trova gli hook melodici mentre tra i – tanti – contro abbiamo cori quasi parrocchiali (Where We Came From, la probabile hit Gone, Gone, Gone), produzioni da blockbusters OST (Tell Me A Story), eccessi zuccherosi e alcuni ritornelli talmente stucchevoli (So Easy) da generare l'effetto contrario.

The World from the Side of the Moon è un album bidirezionale: da una parte Mumford e dall'altra Matthews.

M&M's e tutto torna.

21 Novembre 2012
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