• Apr
    18
    2014

Album

Warp Records

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Ripensando al 2011, Scintilli è stato un grande ritorno per il duo londinese capostipite, assieme a Boards Of Canada, Autechre e Aphex Twin, di un suono dalle radici techno ma capace, in particolare nel loro caso, di trasfigurare in un mutante e colorato massimalismo. La cifra stilistica dei Nostri, del resto, la conosciamo bene e tornare a riavvolgere il nastro fin alle origini della loro storia, ai tempi in cui Ed Handley e Andy Turner si firmavano Black Dog con Ken Downie, non può che essere una salutare conferma di un sound mai meno che incantevole e di un percorso che da allora a oggi non ha tradito la missiva iniziale, ovvero concatenare melodia e ritmo secondo le simmetrie, le logiche e le influenze più disparate.

Reachy Prints, pubblicato a distanza dall’ultimo lavoro su commissione (la colonna sonora The Carp And The Seagull), prosegue il cammino sonico dei due con un approccio più di sintesi, come se i Nostri ripartissero dal dopo split con Downie da un’angolazione maggiormente slacciata rispetto all’estetica techno (e al suo portato futurista), a favore del quadretto melodico. Rispetto a Scintilli, sono dei Plaid più focalizzati nella descrizione dell’attimo, del momentum, intenti a catturare scene di vita, quasi volessero dare una risposta folktronico/suburbana al senso di catastrofe imminente degli ultimi Boards Of Canada.

All’incrocio tra suonato e sintetico della precedente prova si affaccia in Reachy Prints un sound di strumenti più camuffati elettronicamente; agli smalti orientali e al portato di fascinazioni legate al balletto, si oppone una tracklist più compatta, magari in convergenza parallela rispetto a certo stepping sincopato a sostegno, certamente più aerea, ricca di polveri di stelle e vocalizzi simulati alle tastiere. E, soprattutto, non mancano i colpi da maestro: quella Hawkmoth che è puro rapimento, già storia, l’iniziale Oh dove delicatezza e nervi sottopelle incontrano alcuni raffinati smalti latini mimati sul finale, un dittico a livelli eccelsi che il resto della scaletta contrappunterà con esperienza e cuore, con altre emozioni tra le pause e le note ascensionali di Nafovanny, tra le lande bucoliche Liverpool St. e Wallett o nei passi nella notte di Ropen. Infine ritroviamo alcuni tagli synth pop, una discreta Slam con pensieri e notti stellate dipinti con la solita classe o una traccia più quadrata e spiritosa come Maritn Lunaire.

13 Maggio 2014
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