• Set
    01
    2011

Album

Warp Records

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Mentre l’ossessione incorruttibile per la precisione assoluta spinge un Aphex Twin a perpetuare il suo lungo silenzio, con le rischiose ripercussioni che ciò potrà avere sulla ricettività finale della prossima uscita, si fanno di nuovo vivi i Plaid, altra colonna portante dell’età d’oro di casa Warp. Reduci da una serie di recenti esperienze di carattere visivo come il cd/dvd Greedy Baby e le colonne sonore Tekkonkinkreet e Heaven’s Door, Andy Turner e Ed Handley portano finalmente a compimento Scintilli, nona uscita ufficiale nel lungo formato, e ci restituiscono la faccenda IDM con l’autorità che da loro ci aspettiamo e i doverosi rivoli di innovazione pretesi dai tempi.

L’equilibrio tra il suonato e il processato, la precisione del campione e il dizionario implacabile di soluzioni ritmico-melodiche snocciolate (minimalismo, gamelan, new-age, musica per balletto, overture, exotica, ecc.) sono senz’altro i punti di forza di un album che presenta una prepotente dicotomia: Scintilli si divide tra una componente chamber-tronica memore delle esperienze soundtrack e un lato più autenticamente IDM/ambient-techno, aggiornato da opportuni inserti dubstep e grime che non voltano le spalle né alla ravetronica da scienziati (Orbital), né alle soluzioni più complicate del funk e del jazz applicate all’elettronica.

Così all’ingrossarsi ritmico attorno al tema simil-videogame di At Last, assistiamo ad aperture algide di impronta exotica, al crescere di una immaginifica trama soundtrack (Missing) troviamo l’etnica dell’ultimo Philip Glass (Founded) scivolare in una free-tronica giocattolo che i Mouse On Mars hanno scordato da un pezzo (African Woods). E non solo: riproposizioni rave-rock ‘90 affacciate a reminescenze sci-fi aggiornate dubstep (Eye Robot), oppure funk liquidi (Thank) che possono degenerare in folgoranti complicazioni grime convergenti Terror Danjah (Sömnl), pieghe techno dub (Upgrade) o ancor più spinte modalità robotiche che gli Autechre (pure loro sì) non sono più in grado di reggere (Talk To Us).

Paragoni forti e importanti a sancire la più vivace, fresca e reattiva tra le attuali formazioni elettroniche da salotto inglesi. Gente che con la maturità moltiplica le sensazioni d’ascolto pure tra le pieghe pop di una trancey Unbank, oppure di una eighties Tender Hooks. Una mobilità ambient dalle mille suggestioni, ma pur sempre con quella irresistibile ironia brit dentro. Questa è classe, signori.

21 Settembre 2011
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