• Feb
    01
    2008

Autoprodotto

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Il mantra ossessivo rimbomba nella testa-cameretta. Desolate Empty Scenario:
bip e deep bass, droni e sfrigolii, architettura d’elettroni, affresco
industriale Clan Of Xymox attoniti Autechre, fantasmi senza pace,
angoscia struggente. Confusa, cupa, incarognita, atavica la modernità
tradita, angoscia strappata a morsi ogni giorno, giorno dopo giorno. Il
versante più storto della Warp e il ghigno senza requie dei Suicide,
sbuffi, strali, spasmi (The Factory). Danza sul dancefloor
melmoso, tra volumi viscidi in avvicinamento – allontanamento.
Pulsazioni scabre, sincopi contagiate di visioni morbose e
disfacimenti, anti-danza che prova l’espressionismo senza rete, ansioso
di trasmettere il senso d’invivibilità del quotidiano (Passion Of An Old Woman). Oppure, Disco Fashion Girl. Oppure, Lye Down:
loop ossessivi, maniacali giri a vuoto strattonati d’allarme, mugolii
monodie monacali, segnali di vite a perdere, perse ormai, trame
ritmiche dall’inafferrabile disumanità, brusco incubo PIL/Suicide
sognato LFO. Il canto sembra un virus nell’organismo appestato del
sound. La lunghezza quasi insostenibile dei pezzi. Necessaria, però.
Non ci eravamo sbagliati, su di loro.

1 Febbraio 2008
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