Recensioni

7.2

Due anni abbondanti dopo il buon debutto Illusory Field Of Unconsciousness, i Recs Of The Flesh tornano a ribadire il loro verbo tirato e allarmante. Nel frattempo sono accaduti aggiustamenti di formazione (escono Xavier Dilme e Jutin Woode) nonché, per i "reduci" Massimo Usai e Sara Melis, un viaggio a Praga, città magica dove può capitarti di incrociare il cammino dei Killing Joke, soprattutto se bazzichi gli studi Faust Records dove Coleman e soci stanno incidendo le loro cose. Facciamola breve: assistiti dal produttore Derek Saxenmeyer e con l'ingresso in formazione del batterista Petr Studihrad (già nei Visacì Zàmek, eroica punk band ceca), i Recs incidono le tracce del sophomore The Threat Remains And Is Very Real.

Che è ancora un rollercoaster ghignante Stranglers, la wave fatta fibrillare ai limiti di hard e industrial (i Joke insegnano), una minaccia che non demorde appunto e picchia instancabile sul tasto dell'urgenza (la micidiale The Threat, la cupa e indolenzita Headfake), senza tirarsi indietro quando l'estro sonico esige più meditate complessità atmosferiche (vedi una No Big Deal che sembra impastare Sonic Youth e Ultravox!, o gli effluvi Bauhaus/Cure di Musings Of Days To Come). Non resta che segnalare la sorprendente – ma sorprendente davvero – apertura indie della bonus track Peace, melodia stropicciata in brodo semiacustico che è un piacere, tipo i Notwist pizzicati Triffids. Ci riprendiamo dallo stupore, e convinti approviamo.

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