• Giu
    01
    2007

Classic

Beggars Banquet

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Col trascorrere degli eventi, le cose possono assumere nuovi e diversi significati. E allora la scomparsa di Grant McLennan, avvenuta d’improvviso poco più di un anno fa, conferisce a un’operazione gustosa ed interessante come questa un inevitabile, agrodolce sapore commemorativo. Intermission era un progetto in cantiere già da tempo, sin da quando i due Go-Betweens avevano riallacciato il sodalizio artistico nel 2000 con l’acclamato Friends Of Rachel Worth, giunto dopo un’intera decade trascorsa a perseguire progetti in solitaria; come spiegano le note di copertina, uno degli ultimi impegni professionali di McLennan è stata proprio la scelta della tracklist e del titolo di questa doppia antologia.

Sapere anche che nei ’90 i fan compilavano insieme le loro tracce soliste fantasticando una reunion tra Robert & Grant, già la dice lunga sulla qualità del materiale qui raccolto. Se queste 26 canzoni venissero opportunamente miscelate, probabilmente il risultato non si discosterebbe troppo dai recenti lavori del duo australiano, ormai padrone, negli anni della maturità, di un songwriting maturo ed eccezionalmente centrato (vedi l’ultimo Oceans Apart, di appena due anni fa). Questo perché, negli otto album pubblicati fra il 1990 e il 1997 – Danger In The Past, Calling From a Country Phone, I Had A New York Girlfriend, Warm Nights di Forster e Watershed, Fireboy, Horsebreaker Star, In Your Bright Ray di McLennan -, i due hanno affinato ed esplorato in lungo e in largo la loro vena, crescendo esponenzialmente come autori aldilà dei traguardi pop segnati insieme nei loro gloriosi ’80 targati Postcard.

Intermission evidenzia proprio questo percorso di crescita, unendo i punti fra i Go-Betweens giovani e quelli adulti e marcando al contempo differenze – e parentele – fra gli stili e le personalità di ciascuno. Tanto inquieto Robert, diviso fra rock sanguigni e country meditabondi ed esistenziali, quanto solare Grant, immerso in un pop-folk di classe puntellato da liriche argute e ficcanti; Falling Star, 121, Cryin’ Love del primo e Haven’t I Been A Fool, Easy Come Easy Go e One Plus One del secondo sono soltanto alcune delle gemme nascoste qui riportate alla luce, che oggi più che mai meritano tutta l’esposizione del caso. Per collocare finalmente i due al posto che loro compete – accanto ai vari Nick Cave, Neil Finn e Robyn Hitchcock tra i migliori songwriters della loro generazione, per capirci -, e per superare ogni rimpianto possibile  

Nota a margine per il packaging allestito dalla Beggars, prima classe assoluta.

1 Giugno 2007
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