• Set
    01
    2009

Compilation

Moll-Selekta

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Una storia un poco alla Buena Vista Social Club, quella dietro il presente disco: Stascha Bader è un regista svizzero laureatosi in musica giamaicana che in testa s’è messo l’idea meravigliosa di girare una pellicola sulla stagione fondamentale di passaggio tra ska e reggae. Ovvero quel rocksteady che, complice un’estate più torrida dell’usuale, finiva per rallentare la frenetica battuta in levare mantenendo salde le radici e l’influenza del rhythm & blues, nel frattempo allargando le tematiche dei testi al commento sociale.Il peggiorare delle condizioni economiche sull’isola e la coeva visita di Haile Selassie avrebbero poco dopo aumentato la coscienza in chiave “roots” e condotto – tramite un secondo, più drastico rallentamento ritmico – al reggae.

Correva la seconda metà degli anni ’60, e la cosiddetta “class of 66-68” si è ritrovata quasi al completo nell’aprile del 2008 in uno studio di Kingston a rileggere classici conclamati del genere intanto che la cinepresa immortalava l’avvenimento. In attesa di poter un domani gustare le immagini, vede la luce la relativa colonna sonora con i brani registrati sotto la supervisione di Ernest Ranglin e gli arrangiamenti curati da Lynn Taitt. Quindici canzoni che è scontato definire “storiche” e un’ora di festa, da U-Roy che va di scioglilingua su Stop That Train alle arcinote e giammai usurate You Don’t Love Me (No, No, No) e Rivers Of Babylon (rispettivamente: Dawn Penn e, per l’occasione, Hopeton Lewis). Marcia Griffiths si riappropria di quella Tide Is High che i più ricorderanno successone dei Blondie e ancora Lewis ci ricorda che è una questione di Sounds & Pressure.

Un piacere, poi, ritrovare Ken Boothe in ottima forma su Freedom Street e Shanty Town (007) e lo stesso valga per Leroy Sibbles, alle prese con la programmatica People Rocksteady e l’impegnata Equal Rights. Roba che rende la più grigia delle giornate un rutilante caleidoscopio fin dai tempi in cui apparve per la prima volta, figuriamoci oggi. Che, nello specifico dell’operazione, lascia ammirati e commossi.

27 Settembre 2009
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album

Rocksteady: The Roots Of Reggae

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