• giu
    16
    2017

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Non è certamente colpa dei Royal Blood se la fiamma del rock da anni sembra essersi spenta (almeno nei contesti più generalisti) ma, contemporaneamente, diffidiamo apertamente da chi ripone le ultime speranze nelle mani del duo di Brighton. Onesti mestieranti, Michael Kerr (voce e basso) e Ben Thatcher (batteria) non sono altro che il riflesso di una richiesta che ancora oggi associa il rock a vetusti stereotipi lontanissimi da qualsiasi forma di contemporaneità. In questo senso, per quanto inaspettate, non devono sorprendere le enormi vendite in UK dell’album esordio di tre anni fa (520.000 copie, cioè circa quanto l’ultimo dei One Direction e tre volte tanto Drones dei Muse).

Il difficile obiettivo del secondo How Did We Get So Dark? è ovviamente quello di ripetere i risultati numerici dell’omonimo esordio: impossibile parlare di qualsivoglia velleità artistica, quello messo in scena dai due inglesi è infatti ancora una volta uno spettacolo ruotante attorno ad un potente riff-o-rama melodico che non lascia spazio a complesse interpretazioni o contestualizzazioni. L’operato dei Royal Blood non va mai oltre lo strato epidermico, perché a differenza dei veri pesi massimi dell’attuale panorama rock (i King Gizzard & the Lizard Wizard sono i primi che vengono in mente) non sono capaci di abbattere i limiti intrinseci di una proposta derivativa e ancorata al passato. In parte – pur essendo uno dei tratti distintivi – una formazione a due così fossilizzata sul connubio basso-batteria non aiuta certamente alla causa: con questa impostazione – batteria possente e precisa e il quattro corde perennemente distorto per coprire simultaneamente il ruolo di basso e chitarra – i Nostri non possono andare tanto oltre un impatto riff-centrico che per forza di cose rende meglio live che su disco.

Nessuna novità significativa rispetto all’esordio se non una – non eccessivamente evidente – maggiore propensione alla produzione smussa-angoli messa in piedi dal producer Jolyon Thomas; per il resto How Did We Get So Dark? è un pacchetto di dieci tracce che si muovono prevedibili tra monotone soluzioni heavy rock, hard blues, stoner annacquato e aperture vocali da rock-pop FM con gli stessi riferimenti che già balzavano all’orecchio tre anni fa, vale a dire Queens Of The Stone Age (presenti in versione radio-friendly a più riprese, nella title track ad esempio), Wolfmother (nei richiami zeppeliani frequenti), Jack White (il piglio vocale di I Only Lie When I Love You), Band Of Skulls nei passaggi maggiormente bluesy e Muse nei frangenti più pacchiani. In pratica, gli unici sussulti arrivano insieme a sporadici cambi di tempo belli marci (Where Are You Now?) o in alcuni passaggi in cui – anche senza volerlo – inevitabilmente ti trovi a muovere la testa a tempo.

Innegabilmente i Royal Blood sono abili riff-makers ma, fortunatamente, la musica rock non si limita a questo: quello che manca a How Did We Get So Dark? e più in generale al duo inglese, oltre alla varietà di soluzioni, è proprio quell’appeal contro-culturale che da sempre è andato a braccetto con le migliori espressioni musicali dei singoli momenti storici.

19 giugno 2017
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