• Mar
    01
    2010

Album

Memphis Industries

Add to Flipboard Magazine.

Da Ryan McPhun, dopo Sea Lion, capolavoro di sintesi weird-indie-caraibico a scala mondiale, ci aspettavamo molto. Ai suoi Ruby Suns era riuscito di aver traghettato il surf pop in un’estetica mondo-centrica (quindi eccentrica), disseminata negli oceani e nei continenti. Eppure i live erano prossimi a un suono smaccatamente ’00 che solo l’anno scorso abbiamo poi delineato come glo-fi.

Con Fight Softly Ryan sembrerebbe essersi preso carico di quel genere oggi trasbordante, facendolo evolvere in una versione potremmo dire quartomondista, mettendoci la complessità. L’obiettivo potrebbe essere di addurre una paternità (propria) a quel movimento che va dal pop candegginoso alle afe estive del glo (Mingus And Pike, ma anche l’iniziale Sun Lake Rinsed, così come Closet Astrologer), dimostrando al contempo di essere già oltre. Ma anche, semplicemente, il caso e la lontananza dall’impero – in quella meravigliosa periferia che è la Nuova Zelanda – possono aver portato i Ruby Suns ad aver trovato un linguaggio proprio, frutto inimitabile del girovagare in tutto il mondo, rincorrendo un’eterna estate.

L’operazione, a primo ascolto, porta a una musica più ostica. È però un’apparenza, dovuta al perenne confronto con Sea Lion (che avvicinava con disinvoltura shoegaze, lo-fi, etniche ispaniche e stramberie), prima ancora con i Beach Boys (ai tempi dell’esordio dei Soli Rubini), e ora con Washed Out e compagnia. Lasciandosi andare, il disco si scioglie nel giro di qualche ascolto, scoprendo un universo cangiante di suoni sempre più ricchi. Il calderone cresce, arriva a Cranberry (un ritmo incalzante di camicie hawaiane, che potrebbe provenire da Sea Lion, non a caso), giro di boa pieno di giravolte, e apre la strada alle scorribande etniche di tutta l’ultima parte del disco (Two Humans e Olympics On Pot). McPhun è sempre più concentrato nel suo anti-arrangiamento (o schizo-arrangiamento). Ha passato mesi a raffinare il prodotto e fare quello che sa fare, cioè spaziare, nuotando nell’oceano, ed estrarre pezzi come Cinco – caraibico e tropicale solo perché siamo costretti ad applicare una lente eurocentrica alla nostra lettura. E ora eccolo lì, a mostrare l’essenza cosmopolita Ruby Suns.

12 Marzo 2010
Leggi tutto
Precedente
Tim Burton – Alice In Wonderland Tim Burton – Alice In Wonderland
Successivo
Six Minute War Madness – Full Fathom Six Six Minute War Madness – Full Fathom Six

album

artista

Altre notizie suggerite