• Mar
    30
    2015

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RCA

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Sam Beeton è il classico esempio, ultimamente raro, di artista bello e bravo. Con l’aggiunta degli aggettivi furbo e di buon gusto. Che il ragazzo avesse stile e la faccia giusta per poter confezionare dell’onesto pop rock da classifica risultando credibile pur partecipando alle sessioni acustiche di Burberry, lo si capisce subito. Perché il suo secondo album In The Yard è tanto moderno quanto calibrato nel consegnare dieci canzoni che in alcuni casi rivelano addirittura intuizioni sopra la media. E’ il caso dell’armonicamente articolata folk ballad Waiting Day, che chiude il disco. Andiamo però con ordine.

Questo ventiseienne proveniente da Nottingham ha iniziato dal 2008 a percorrere una strada che si è rivelata piuttosto liscia, se è vero che ha incrociato i palchi di gente come The Script e James Morrison, ovvero scafati artigiani del pop da classifica. Ha collaborato come autore per Guy Chambers (l’uomo dietro al successo di Robbie Williams), One Direction e Ed Harcourt, e dopo la rottura con la label RCA ha deciso di instaurare un rapporto più diretto con la sua fan base, realizzando per loro dischi con le ultime canzoni scritte. Finché non si arriva al 2015 e a questo In The Yard, un album pieno di potenziali singoli, a partire dall’opening track Gold, che nel ritornello profuma di anthem, passando per le leggere dance vibes della successiva Can You Run. Out In The Yard è un omaggio alla classicità di Burt Bacharach e Brian Wilson (probabilmente il momento migliore dell’intero disco, assieme al singolo folk pop Belong), mentre Fall Out richiama lontanamente i Turin Brakes di Stalker e c’è persino spazio per una soulful ballad come Here In Silence.

In The Yard si lascia ascoltare senza il fastidio di trovarsi davanti a un prodotto confezionato a tavolino, pur lasciando in bocca un leggero retrogusto di già assaporato. Ma considerato il fatto che non è un reato assuefarsi a sapori già sentiti, questo disco riesce a diventare un boccone (quasi) prelibato.

4 Maggio 2015
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