• Giu
    01
    2008

Album

Lizard King Records

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Nel debutto a nome Santogold di Santi White, convivono due anime diverse. Nessuna delle due è quella che t’aspetti.

Il singolo Creator era un falso indizio, una riproduzione, perfetta ai limiti della caricatura, di tutto ciò che aveva reso M.I.A. una delle più eccitanti novità musicali degli ultimi tempi: la produzione di Switch, l’uso arrogante del rumore, il flow sfacciato e aggressivo, la capacità di trasformare in pop gli elementi più impensati (in questo caso l’urlo stile Anne di “Little Britain” in apertura). L’unica altra traccia dove Santi si traveste da M.I.A. è Unstoppable, non a caso realizzata con Diplo, ed è comunque una versione di M.I.A. sedata, rilassata, quasi gentile, se riuscite a immaginare una cosa simile.

Per il resto quest’album è altrove: è un disco che non intende provocare, e probabilmente nemmeno immaginare nuovi scenari musicali. Gioca con la storia, con le citazioni, muovendosi svelto da una stanza all’altra. I brani lenti offrono una lettura molto personale, seppure con pochi guizzi, del dub metropolitano. La fortuna è che Santogold si ricordi sempre di qualche espediente per cercare di rendere memorabili anche queste tracce.

Il resto è fatto da canzoni pop rock, forti e senza rimorsi, capaci di prendere direzioni sorprendenti, nelle quali si sente forte il passato degli Stiffed e la presenza di John Hill, da anni compagno d’avventure musicali della White. You’ll Find A Way insegna il mestiere ai Bloc Party, Say Aha è una festa di hook che sarebbe capace perfino di dare un senso alla prossima riunione dei No Doubt, mentre I’m A Lady richiama alla mente i migliori Pretenders, con la controindicazione di smascherare i limiti della voce di Santi.

Spesso s’avverte il freddo di una musica troppo calcolata per conquistare fino in fondo, ma le tante sorprese, la riuscita accoppiata tra il passo notturno del groove e l’esuberanza dell’indie rock, fanno in modo che il lavoro di Santogold sia uno dei pochi dischi dell’anno sui quali valga davvero la pena soffermarsi.

13 Giugno 2008
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