• Nov
    01
    2011

Album

Pschent

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Terzo disco per Maud Geffray e Sebastien Chenaut. Il duo che ha lavorato con Karl Lagerfeld e Zoe Cassavetes (il video di Like You Said), ed è stato prodotto nel sophomore Time nientemeno che da Moritz von Oswald, rivanga gli anni Ottanta. La moda delle spalline è ormai già acqua passata. Ma i due sanno che si fa presto ad annegare in cattive acque e tentano (riuscendoci all’80%) di non apparire né troppo presuntuosi né troppo malinconici. 

Il risultato è ben prodotto, le collaborazioni di rispetto ci sono: Jimmy Somerville (sì proprio l’ex Bronski Beat) canta in Take Me There e riporta a galla il fantasma della sua aura strabordante ricordi e nostalgie con acuti che non risultano leziosi ma che definiscono un synth pop onesto e ballabile per la generazione glo; c’è poi Daniel Agust dei GusGus che naviga su atmosfere slow-synth in fissa con una strana emulazione dei Pet Shop Boys (Paris) e per finire Chloé che sussurra versi da dark lady in Closer. Il resto è un macinino retrofiliaco con tastierine in eco A-ha (Break Away), capziosi misteri da tempo delle mele (Golden Dreams), innocenti incursioni finto-dark (Nuit De Mes Rêves) e pacchianerie a 8 bit (Secrets). 

Senza infamia e senza lode, un disco che si fa ascoltare e che sta bene fra le compilation Kitsuné e le sfilate di moda parigine.

12 Aprile 2012
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