• mar
    01
    2012

Album

Autoprodotto

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Tutto comincia in scia ai Massimo Volume originari, tra tensione strumentale di matrice (noisy&post)rock, spigoli e curve a gomito, disagio esistenziale espresso tra urlato e declamato, come se (di nuovo) la letteratura potesse essere applicata al rock rumoroso. Ne è esempio il dittico d’apertura Vuoi Giocare e Ti Ascoltavo tra vigorose sonorità 90s (gli Uzeda sono più di un rimando) e racconti di vita vissuta e sofferta, con quest’ultima modalità che più che un tributo, è una sorta di rivendicazione di padri putativi e originario humus comune.

Nei Sex Ex, apolide quartetto originario della Sicilia ma disperso dalla moderna, classica diaspora e giunto ora all’esordio fieramente autoprodotto e autopromosso, si ritrovano infatti personaggi dei giri giusti come il Tony Arrabito già dietro le pelli per 3/4 Had Been Eliminated, il chitarrista/cantante Emiliano Ereddia collaboratore di Stefano Pilia, (ospite a sua volta in Mezza Parola) e la voce di Laura Loriga (Mimes Of Wine) a impreziosire I Want To Go. Questo per dire che i quattro (Luca Guglielmino alla chitarra e Giuseppe Guglielmino al basso completano la formazione senza essere affatto dei meri comprimari) tutto sono tranne che degli sprovveduti e che Sex Ex è un lavoro vibrante, teso, ostico per certi versi, ma che non si mostra come un mero revival del “rock italiano” – definizione orrenda ma intelligibile – della prima metà degli anni ’90.

L’aggro-punk esistenziale di Cane Minore, la stasi pulviscolare quasi post-rock di Mansardato A 3, le melodie stranite di I Pesci o la dolcezza ruvida di Mezza Parola sono buoni viatici di un approccio personale, appassionato e ben riuscito ad un sound abusato quanto si vuole, ma che quando è ben fatto si sente eccome.
 

17 giugno 2012
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