• lug
    14
    2017

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Wilsuns RC

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Anche in un’epoca retromaniaca in cui – specialmente nella musica rock – vige un forte revivalismo, esistono zone d’ombra poco battute in quanto idealmente lontane da qualsiasi coolness. Eppure band come i White Reaper (l’ultimo, valido, The World’s Best American Band lo conferma) o gli Sheer Mag stanno dimostrando che, con la giusta attitudine, è possibile rendere appetibile nel 2017 anche il pacchiano hard rock.

Gli Sheer Mag ad esempio, forti di tre degli EP più chiacchierati degli ultimi anni, sono riusciti a conquistare consensi svuotando il genere dallo stereotipato machismo, e sostituendolo con un’acuta sensibilità verso le attuali tematiche sociali e con un gusto ironico, divertito e divertente. Ideale continuazione di quanto messo in luce con la trilogia I, II e III, l’esordio lungo Need to Feel Your Love contiene tutti gli elementi che ruotano attorno al microcosmo sonoro della band di Philadelphia, oggi uno dei maggiori poli creativi di riferimento per quanto riguarda la guitar-music. Superficialmente potremmo parlare di un continuo riff-o-rama seventies contro il quale si scagliano l’impeto vocale sguaiato e grintoso di Tina Halladay e un turbinio di granulosa produzione lo-fi, ma in realtà tra i solchi dei singoli episodi emergono influenze molto più variegate. Con i Thin Lizzy come grande punto di riferimento (tra le altre cose Tina Halladay ha un tatuaggio che raffigura Phil Lynott), la formazione americana snocciola umori eterogenei che vanno dai primi AC/DC in sommossa anti-Trump («we’re throwing rocks at the boys in blue», Meet Me in the Street) a irresistibili momenti boogie (Rank and File, Expect the Bayonet, con le autorità sempre nel mirino), passando per fiumi di birra (il pub rock di Turn It Up) che sembrano uscire da uno di quei malfamati club immortalati in certa filmografia di fine anni settanta.

Altrove si palesano tentazioni vagamente pop (la groovey Pure Desire), lo spettro di Janis Joplin (Suffer Me) e una riproposizione malinconica di un jangle-pop misto garage che dona alla band sfumature meno aggressive. Stiamo parlando di brani come Milk and Honey (la strofa è una di quelle senza tempo) e (Say Goodbye To) Sophie Scholl, tributo a Sophie Scholl, attivista antinazista della Rosa Bianca uccisa ad appena ventun’anni. Need to Feel Your Love è però molto meno “white” di quanto emerga dalle righe precedenti: il combo guidato da Tina Halladay e da Matt Palmer (il principale autore dei testi) ha infatti un’anima profondamente legata al soul e alle sue sfumature (la title track su tutte).

L’here and now vede gli Sheer Mag assolutamente vincenti; qualche riserva in più l’abbiamo invece in ottica futura: con circa venticinque tracce pubblicate, inizia già a farsi largo la necessità di un cambio di registro, cosa assolutamente non facile con una proposta (band logo compreso) così auto-caratterizzante e, per certi versi, limitante. Cosa aspettarsi quindi dal secondo album? Un grande more of the same? Una produzione più pulita? Uno sbilanciamento verso soluzioni più patinate? Speriamo di no. Quello che ci auguriamo è che mantengano intatto l’immaginario di riferimento concentrandosi sulla realizzazione di brani ancora più potenti a livello melodico.

17 luglio 2017
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