• Mar
    19
    2014

Album

Gente Bella

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Questo album è quanto di più lontano da quello che potreste immaginare leggendo il nome dell’autore, che nulla ha a che vedere con santoni indiani o fondali del Brahmaputra. Al secolo, Shiva Bakta è Lidio Chericoni, uno che manco a farlo apposta ci dice già lui, sempre dal titolo (Third), a che punto dell’opera siamo, anche se non è dato sapere dove sia finito il secondo disco, che si dice effettivamente registrato ma mai pubblicato, finito magari in qualche scantinato spezzino.

Stranezze a parte, questo lavoro è proprio un gioiellino di pop folk in slow core (Sunday Turns Into Heaven), radio-friendly (My Weakness) e all’occorrenza anche western (Dog). Si dà spazio ai cori e ai voicing di chiara matrice America(na); intro che indugiano su cavalcatine dreamy – dissolvenze finali comprese nel prezzo – e trip hop, che sincronizzati fanno ripigliare fiato dopo alcune ridondanze (Baktism 1 e 2). Ma dove l’esser colto e un po’ vintage post-lo fi fa perdere le tracce dietro piccoli orpelli glam (Magic Sun), un pop perfetto sa riprendersi quella fetta di modernariato che giusto giusto mancava (Smart Drug e You Should Be Happy) e che fa venire in mente Kimya Dawson.

Sono brani che difficilmente si dimenticano Mushroom, Homeless e Goodbye: nascono, durano e muoiono con tocchi pregevolissimi confinati in setting acustico-orchestrali pieni di rinascimentale luccichio e forza evocativa. Siamo proprio sicuri che il Nostro sia italiano? Misteri del rock, ma qualche dubbio lo abbiamo.

17 Aprile 2014
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