• Dic
    10
    2012

Album

Venus

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Come prima cosa occorre sottolineare il percorso che ha portato a scegliere tre produttori così diversamente interessanti per i loro tre lavori: Cristiano Lo Mele dei Perturbazione per l’esordio Segnalibro, Fabio Magistrali per L’animale EP e Umberto Giardini (noto ai più per aver smesso i panni di Moltheni) nel caso del qui presente omonimo sophomore. Se volete è un modo per interpretare il cammino che ha portato i Sintomi di gioia a definire una calligrafia ibrida, complicata da molti retaggi eppure leggera, come un tempo si usava chiamare certa musica. Leggera come la leggerezza dell’indolenza ingenua e tenace, della sensibilità generosa e balzana, dei fili logici spiegazzati per circoscrivere meglio certi inspiegabili moti del cuore (ad esempio quando capita di udire versi del tipo “mi fido del senso dell’orientamento che ti fa ballare“, oppure “il cioccolato che ho spezzato è più dolce di me e di te“, o ancora “le faccine gialle non le usi bene temi l’infelicità.“).

Tu chiamalo cantautorato (indie)pop, innestato su basi folk con sfumature psych/prog più o meno invasive, tanto da determinarne una palpabile inflessione arty, in bilico tra espressività naif (Mi dimentico di me), pensosità jazzata (Ordine) e vampe power-pop (Balcone). Il timing sbilenco vagamente Carmen Consoli di Luca Grossi è il suggello canoro della faccenda, discutibile forse ma in qualche strano modo adeguato, efficace per mantenere nel guado tra dimensione alternativa e radiofonica (perché no?) la proposta di questo duo alessandrino. Che da premesse piuttosto incongrue ha saputo costruirsi una cifra espressiva coerente, forse non ancora matura ma dalle prospettive apertissime.

14 Dicembre 2012
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