• Ott
    01
    2006

Album

Jagjaguwar

Add to Flipboard Magazine.

Se i precedenti lavori targati Skygreen Leopards sembravano bozzetti frastagliati, barlumi di sogni freak più cuore che ragione, questo disco mostra una band che ha provato a darsi una regolata. Intanto, non si tratta più di un duo formato dagli ex-busker Donovan Quinn e Glenn Donaldson, ma – appunto – di una band con tanto di bassista (Shayde Sartin) e batterista (Jasmyn Wong).

Poi, il produttore e tastierista Jason Quever li ha trascinati in uno studio professionale, il Pan-American, e si sente. Infine, le canzoni sono strutturate come folk comanda, ballad dalla prima all’ultima, senza eccezioni. In cui la brezza della Bay Area soffia incessante, dove gli accordi e i timbri sono pieni di California, periodo psych, quando il jingle jangle byrdsiano era (anche) un codice d’accesso alla sacra dimensione, e attraverso la biancastra follia di uno Skip Spence potevi scorgere l’incubo più limaccioso ed il sogno più sgargiante. Tuttavia, se oggi decidi di percorrere questi sentieri, devi in qualche modo contagiarli di modernità, assumere il senso del presente attraverso uno sguardo “consapevole” che segni la distanza epocale, ingaggiare cortocircuiti estetici che scongiurino il pericolo del pigro citazionismo. Difatti, ecco che gli struggimenti di Sally Orchid e Marching Band rammentano palpiti Mojave 3 tra caligini dream-pop à la Clientele, proprio come una Egyptian Circus o una William & The Sacred Hammer vanno a scomodare sordido languore Grant Lee Buffalo (complice la pedal-steel cremosa) e surreale irrequietezza Robyn Hitchcock.

Per non dire di quella Jesus Was Californian in cui – vero e proprio paradosso temporale – i Byrds più oppiacei sembrano coverizzare una scelleratezza Flaming Lips(!). Quinn e Donaldson hanno l’intelligenza di confezionare le loro canzoni con circospezione prossima al disarmo, quasi volessero sottolinearne l’assenza di velleità. Sogni sognati nelle cantine di case rosa dimenticate, nel ventre tiepido di una terra prodigiosa e innocente malgrado tutto. Appena un sospiro, magico e rurale, intanto che il mondo collassa: nulla più che un blando lenitivo, ma ad averne.

1 Ottobre 2006
Leggi tutto
Precedente
Califone – Roots And Crowns Califone – Roots And Crowns
Successivo
Transgender – Mey Ark Vu Transgender – Mey Ark Vu

album

artista

Altre notizie suggerite