Recensioni

4.9

Per tutto il 2008-2009 la crew Anticon – dentro e fuori dalla label – ha alternato prove in cui è parsa riprendersi dal torpore in cui era caduta dopo i primissimi Duemila ad altre in cui si è mostrata la stanca portavoce di un’estetica fuori tempo massimo che probabilmente è.

A quest’ultima categoria appartiene anche la seconda uscita di Tim Holland aka Sole (uno dei fondatori di Anticon, rapper capace di affilati stream-of-consciousness ma finora sempre poco decisivo sotto il profilo musicale) assieme alla Skyrider Band (il produttore Bud Berning, il giovanissimo musicologo e polistrumentista William Ryan Fritch, il batterista John Wagner).

Meno apocalittico del precedente, sempre calato però in un’atmosfera ansiogena, frutto del ritiro di Sole lontano dalla città e immerso nelle sue letture (dal filosofo della postmodernità Jean Baudrillard al vate americano Walt Whitman), è – ancora una volta – una serrata invettiva contro il mondo di plastica in cui viviamo. Fin qui. I pezzi però – anche quelli migliori, come la Battlefields col feat di Archer dei Notwist – deludono tanto per le basi (che peggiorano la maniera Anticon in un rock-elettroindustrial appesantito da tante enfatiche emo-tastiere, basi alla fine un po’ tutte uguali tra loro), quanto per il rappato (che, pur serrato e aggressivo, non intriga mai davvero), quanto ancora per le lyrics (sempre abbastanza "qualunquismo contro").

Un riciclo non particolarmente ispirato.

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